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Cronaca Fontanelle

Olio "extravergine" tagliato con una miscela di bassa qualità, assolto il titolare della Benvolio 1993

Alla sbarra era finito il titolare della nota azienda, Marco Dal Sasso, con l'accusa di frode in commercio e violazione della legge sulla vendita di sostanze alimentari. Ma il processo si è concluso con una sentenza di non colpevolezza

Avrebbe "mescolato" olio d'oliva pregiati, destinati ad essere venduti come "extra vergine", con miscele di più scarsa qualità. Era questa l'accusa da cui doveva difendersi Marco dal Sasso, titolare della Benvolio 1993, finito a processo per frode in commercio e violazione della legge sulla vendita delle sostanze alimentari. Ma il giudice Alberto Fraccalvieri, preso atto delle precise contestazioni ai metodi di campionamento dell'olio che, tra l'altro, avrebbero dato tre risultati diversi rispetto alle contaminazioni al vaglio della Procura di Treviso, ha deciso per l'assoluzione dell'imputato perché "i fatti non costituiscono reato".

Finisce così la vicenda che aveva messo al centro un' azienda tra le più importanti specializzata nella produzione di oli di semi e d’oliva biologici e convenzionali, un brand che parla di nascita dalla «prerogativa di trarre il meglio dalla natura, offrendo un prodotto naturale da agricoltura biologica certificata e garantita».  

Il procedimento faceva riferimento a fatti del 2017. Nel corso di accertamenti sarebbero state trovate sostanze che proverebbero la mescolanza. Ma la Benvolio 1938 quell'olio non lo avrebbe imbottigliato, avendo demandato tutte le operazioni a un oleificio di Brescia. «Impossibile - aveva detto un consulente della difesa, chiamato al banco dei testimoni durante il processo - che l'operazione sia avvenuta scientemente con l'intenzione di frodare la buona fede dei consumatori».

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