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Cronaca Fontanelle

A processo per tentata rapina,che era solo uno scherzo, rischiano la "stangata": assolte due trentenni

La vicenda era accaduta nella primavera del 2019 a Fontanelle. Le donne avevano finto il colpo ai danni di un barista cinese. Il pubblico ministero aveva chiesto 2 anni e otto mesi ciascuna, la difesa ha invece fatto riqualificare il reato in minaccia ottenendo il proscioglimento per lieve entità del fatto

Hanno rischiato una pena severa, 2 anni e 8 mesi a testa, per una "finta" rapina, fatta ai danni di un barista cinese con il quale non avevano proprio un rapporto idilliaco. Il pubblico ministero Anna Andreatta aveva chiesto la condanna "monstre" nei confronti di due trentenni di Fontanelle, protagoniste di un gioco che però poteva avere conseguenze penali inimmaginabili, con le due imputate che sarebbero state costrette all'appello se non volevo finire dietro alle sbarre o a fare lavori socialmente utili. Per loro fortuna il difensore, l'avvocato Eva Baggio, è riuscita ad ottenere una riqualificazione del fatto in minaccia e, sulla base della lieve entità del fatto, a farle prosciogliere.

La vicenda è accaduta oggi, 14 dicembre, di fronte al gup Cristian Vettoruzzo, chiamato ad esprimersi sulle due ragazze (entrambe 30enni) che nella primavera del 2019 si erano reso protagoniste della presunta "tentata rapina". Erano frequentatrici assidue di un bar a Fontanelle, gestito da un cinese, ma con il proprietario non erano riuscite ad entrare proprio in sintonia. «Era un tipo davvero poco educato, trattava noi e anche altri clienti con fare scontroso» hanno detto.

Così un giorno, un po' per noia ma anche per ripicca, decidono di fargli uno scherzo: escono dal bar e si coprono il viso, poi rientrano ed "armate" di una piletta laser si avvicinano al proprietario dicendogli. «Vieni, vieni». Ma il cinese, un uomo del posto di 40 anni, regisce in maniera inaspettata: da sotto il bancone estrae un bastone con cui prima cerca di colpire le trentenni e poi le insegue fuori dal locale.

I carabinieri, che indagano su quello che in effetti sembra un tentativo di rapina, si avvalgono delle riprese delle telecamere di videosorveglianze, posizionate all'interno e all'esterno del locale, ma soprattutto  sentono tutti gli avventori del bar presenti al momento dei fatti. Tra questi c'è chi, quel giorno, stava al tavolo con le due "Thelma e Luise" in salsa trevigiana. «Sono state loro - dice agli inquirenti - ma non era una vera rapina quanto piuttosto uno scherzo».

A seguito della perquisizione a cui le donne vengono sottoposte viene trovata la piletta. Entrambe confessano ma dichiarano che si trattava di un gioco, al massimo di cattivo gusto. Ma scatta comunque la denuncia.

Di fronte al gup il pubblico ministero, contrario alla riqualificazione del reato, fa le sue richieste: 2 anni e 8 mesi a testa. Alle ragazze si è gelato il sangue fino a quando Vettoruzzo pronuncia la sentenza.

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