Foto d'epoca false, trevigiano arrestato su ordine della Procura di Parigi

La vicenda risale a sei anni fa e ha per protagonista un 63enne di Treviso accusato di tentata truffa dalla Procura parigina. Ora è in attesa dell'esame della Corte d'Appello

In foto: agenti della Polizia francese

Un plico contenente foto del secolo scorso, una casa d'arte francese e l'intenzione di vendere le immagini all'asta. Suona come l'incipit di un romanzo ma per un 63enne trevigiano è l'inizio di una storia verissima quanto il doppio mandato di comparizione spiccato nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica di Parigi, che sulla vicenda delle istantanee false “rifilate” per vere la bellezza di sei anni fa ha deciso di aprire una fascicolo ipotizzando il reato di tentata truffa.

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E dal momento che non è stata data risposta alle due intimazioni a comparire, arrivate peraltro nel bel mezzo della tempesta Covid-19, ha spiccato un mandato di arresto europeo eseguito Venerdì santo dai carabinieri. Il 63enne è stato arrestato e immediatamente rilasciato per mancanza di rischi connessi alla fuga. Ora il trevigiano, tornato a piede libero, dovrà attendere l'esito dell'esame della Corte d'Appello per sapere se dovrà affrontare i giudici d'Oltrealpe messi sulle sue tracce dalla casa d'asta delle capitale francese che avrebbe annusato la sola. La vicenda risale a circa sei anni fa. Il 63enne, appassionato di cimeli antichi, avrebbe scovato in un mercatino alcuni fotografie d'epoca che ritraevano personaggi celebri tra cui lo scrittore francese Victor Hugo, autore de "I Miserabili".  Fatti due conti il trevigiano decide di rivolgersi ad una casa d'aste di Parigi a cui sottoporre il materiale, proponendo una cessione. «Vi do le foto in conto vendita - dice - sempre che il materiale risulti vero». Ma sei anni dopo del denaro che quelle foto dovevano fruttare neanche l'ombra, malgrado gli svariati tentavi dell'uomo che avrebbe cercato inutilmente di mettersi in contatto con i possibili acquirenti. Dopo due tentativi a colpi di richiesta di comparizione ai primi di aprile la svolta: i francesi fanno emettere nei suoi confronti un terzo mandato ma questa volta di arresto, con l'ipotesi di reato di tentata truffa. Si scopre infatti, sei anni dopo, che le foto non sono originali ma una mera riproduzione, per quanto ben camuffata, di scatti reali presenti in libri di storia.

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