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Frana in Cadore, Codacons: "5mila morti in 70 anni, è un'ecatombe"

Il Codacons: “Per rimettere in sicurezza l’intero territorio nazionale servono 40 miliardi di euro, ma finora poco o nulla è stato fatto"

BELLUNO Duemila eventi alluvionali solo tra il 2000 e il 2014 e 5.455 morti negli ultimi 70anni. Questo il triste bilancio registrato in Italia sul fronte di frane e smottamenti, che hanno prodotto oltre a ingenti perdite di vite umane, danni incalcolabili per miliardi e miliardi di euro. Lo afferma il Codacons, intervenendo sull’ultimo episodio della frana tra San Vito di Cadore e Cortina che ha provocato tre vittime, tra cui una ragazzina di 14 anni.

“Per rimettere in sicurezza l’intero territorio nazionale servono 40 miliardi di euro, ma finora poco o nulla è stato fatto, e i soldi stanziati negli ultimi anni per bonificare le aree a rischio idrogeologico rappresentano una goccia nel mare – denuncia il Presidente Carlo Rienzi, promotore di una apposita class action avviata per costringere lo Stato Italiano ad intervenire sul fenomeno – Tutto ciò mentre l’Italia continua a franare e il numero di morti ha raggiunto le dimensioni di una ecatombe. I soldi vanno trovati, perché la tutela della vita umana è prioritaria su ogni altro interesse. Il Governo inizi dall’annullare l’inutile programma d’acquisto degli aerei F-35 così da reperire 14 miliardi di euro da utilizzare subito per la messa in sicurezza del territorio” – conclude il Presidente Codacons.

Sul disastro del Cadore sono intervenuti anche i geologi: “Da agosto ad ottobre è il periodo di maggiore rischio soprattutto per un territorio malato come quello italiano. I mari si sono riscaldati e favoriscono  il mantenimento prolungato di cellule temporalesche cariche d’acqua. Ogni anno in Italia , proprio in questo periodo si verificano puntualmente eventi calamitosi”. Lo ha affermato Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale Geologi, intervenendo sulle frane che stanno colpendo parte del Nord Italia .

“I cambiamenti climatici sono in atto – ha proseguito Graziano – e bisogna che tutti ne prendano atto al di là del fatto che sotto il profilo scientifico non sono ancora pienamente conosciuti. Le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti , Obama come quelle di Papa Francesco, sono di notevole importanza e segnano una vera svolta rappresentando un chiaro messaggio  al mondo intero e soprattutto alle società occidentali, e dovranno delineare un nuovo stile di vita . Gli aspetti energetici e la difesa del territorio, sono entrambi pilastri di  nuova politica ambientale basata proprio sui cambiamenti climatici” .   

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