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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca Fregona

Non pagano il pedaggio autostradale per oltre novanta volte, due donne a processo

Una 79enne e una 41enne di Fregona, co-intestarie del'auto, avrebbero accumulato oltre 6 mila euro di mancati pagamenti. Uscivano dai caselli mettendosi dietro alle macchine che avevano il via card oppure usando altri stratagemmi

Avrebbero viaggiato a "scrocco" sull'autostrada che da Vittorio Veneto porta a Treviso per oltre 90 volte, accumulando un importo di 6.783 euro in pedaggi non pagati. Ma la macchina, che è stata in seguito sequestrata, sarebbe stata in uso soltanto alla nuora, che quindi sarebbe l'autrice dei passaggi "portoghesi" rilevati dalla società Autostrade per l'Italia. E' questa la vicenda di cui si occupa un processo andato in scena oggi 20 marzo e che vede sul banco degli imputati L.V., una 79enne di Fregona (difesa dall'avvocato Michela Nasato) e S.B., 41enne dello stesso comune, difesa dall'avvocato Alessandra Nava, entrambe accusate di insolvenza fraudolenta.

In quattro mesi, tra il 7 ottobre del 2016 e il 3 maggio del 2017, le due donne, intestatarie di una utilitaria, secondo l'accusa avrebbero utilizzato uno strategemma per non pagare i pedaggi, consistito del mettersi immediatamente dietro una vettura di dotata di via card o telepass oppure premendo l'apposito pulsante, presente in tutti i  caselli d'uscita, che segnala ad un operatore problemi da parte dell'automobilista. Ma non avrebbero mai saldato l'importo dovuto, che può essere pagato direttamente sul sito di Autostrade per l'Italia.

Così l'utilitaria è stata sequestrata ad entrambe, nello stupore dell'anziana. «Io quella macchina la usavo molto di rado - aveva detto - era mia nuora che la prendeva regolarmente per andare al lavoro». Ed era infatti la più giovane tra le due imputate che avrebbe ultilizzato di più il mezzo, come confermato da alcuni verbali elevati dalle forze dell'ordine che l'avevano fermata nel corso di controlli. S.B., che era convivente con il figlio di L.V., ha peraltro un precedente specifico: era stata condannata per gli stessi fatti, avvenuti qualche mese prima, realizzati con una automobile che risultava di sua proprietà.

La 41enne si trova attualmente in un comunità di recupero per persone con problemi di tossicodipendenza. Oggi l'udienza è stata rinviata a luglio per indisponibilità di L.V. A luglio si torna in aula per la sua deposizione e la sentenza.  

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