Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Frode fiscale, 280mila euro di tasse non pagate: padre e figlio denunciati

La Guardia di finanza di Treviso ha concluso un'importante indagine che ha portato al sequestro di tre abitazioni, due autorimesse, sei automezzi e crediti commerciali appartenenti a due imprenditori di San Biagio di Callalta

Le Fiamme gialle di Treviso hanno concluso un’indagine su due imprenditori, padre e figlio di San Biagio di Callalta, attivi nel trasporto di merci su strada per conto di terzi. Entrambi sono accusati di aver frodato il fisco, non pagando circa 280mila euro di tasse.

Per sottrarsi al pagamento delle imposte, accumulate tra il 2011 e il 2019, i due avevano aperto una nuova società, amministrata dal figlio, alla quale era stato conferito il ramo d’azienda comprensivo dei crediti commerciali, delle attrezzature e degli autoveicoli, in maniera tale da creare una “newco” in condizioni economiche floride, "svuotando" al tempo stesso la società indebitata che, resa improduttiva, non sarebbe mai stata in condizione di versare quanto dovuto allo Stato. Al termine delle indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Treviso, i due sono stati denunciati per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e il Gip di Treviso, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo, nei confronti della “newco” e dei due indagati, di tre abitazioni, due autorimesse, sei automezzi e crediti commerciali, per un valore pari ai debiti tributari accumulati. L’indagine portata a termine dalle Fiamme gialle trevigiane conferma ulteriormente l’approccio della Guardia di Finanza diretto, in tempi di pandemia, a contrastare i fenomeni di frode più pericolosi, che sottraggono risorse alla collettività, a tutela degli imprenditori e dei cittadini onesti e rispettosi delle regole.

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Legalità a Palazzo Ferro Fini, commenta con queste parole l’operazione delle Fiamme Gialle: «È necessario moltiplicare gli sforzi per tutelare la parte sana del nostro tessuto produttivo, vittima della concorrenza sleale di chi non rispetta le regole. E le istituzioni, tutte, devono essere in prima linea. Non solo con le dichiarazioni, ma con azioni concrete».

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