Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Casale sul Sile

Furbetti del cashback al distributore: 48 operazioni per soli 15 euro di benzina

Il gestore della pompa di benzina: "Penso si siano fermati solo grazie al passaggio di altri automobilisti, altrimenti avrebbero continuato ad oltranza"

Scalare la classifica del cashback di Stato non è semplice, ma per qualcuno negli ultimi mesi è diventata quasi una missione, inventandosi davvero di tutto per ottenere il rimborso di parte della spesa dei propri acquisti. Ne sono un esempio i rifornimenti di benzina utilizzati come moltiplicatori di pagamenti. L’ultima importante segnalazione dei “furbetti del distributore” risale a circa una settimana fa presso la pompa di benzina San Marco Petroli a Casale sul Sile, in Via Nuova Trevigiana. «Non mi piace criticare, ma di fronte all’ennesimo “giochino” per forzare il cashback sono rimasto davvero deluso – racconta il 45enne gestore Dario Tiveron – Stavolta si tratta di due uomini che, complessivamente, hanno effettuato il numero esorbitante di 48 micro transazioni (rispettivamente 30 uno e 18 l‘altro) da circa 20 centesimi l’una per nemmeno 15 euro di benzina. Penso si siano fermati solo grazie al passaggio in distributore di altri automobilisti, altrimenti immagino che avrebbero continuato ad oltranza».

«Queste persone agiscono sempre singolarmente e di notte per non farsi vedere – continua Tiveron – Spesso, poi, compiono queste azioni visitando uno dietro l’altro più distributori. Si tratta di veri e propri raid che danneggiano la nostra categoria visto che quasi sempre l’incasso è inferiore alle commissioni da pagare. Senza contare che, considerando che uno scontrino è lungo 15 cm circa, nell’occasione sono stati impiegati ben 7,2 metri di carta su un rotolo da 18 metri totali». «Se nel bel mezzo della notte siete in riserva e volete fare rifornimento, sappiate che se trovate un accettatore fuori servizio con la scritta "Terminale in errore", "Stampante in errore" o "Carta esaurita" la colpa non è sempre del gestore, ma di questi soggetti che per l'ennesima volta forzano un discutibile provvedimento governativo a discapito del prossimo - chiosa amareggiato il 45enne – Alla fine, agendo così, viene creato un disservizio notevole che porta anche ad un danno di immagine per noi imprenditori del settore, oltre che un disagio non indifferente agli altri automobilisti».

Il piano per scoraggiare l'uso del contante in chiave anti-evasione, partito ufficialmente lo scorso mese di gennaio dopo una fase sperimentale nel periodo natalizio, da qualche giorno è stato però improvvisamente sospeso per tutto il resto del 2021 e forse verrà ripreso solo a gennaio 2022. Nato per rimborsare il 10% della cifra spesa utilizzando carte di credito, debito e prepagate, il cashback prevede di rientrare di massimo 300 euro all’anno, cioè fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati in 6 mesi (con un rimborso massimo per singola transazione di 15 euro).

Questo oltre al Super Cashback, un premio di 1.500 euro ogni sei mesi per i primi 100 mila cittadini a fare più transazioni. La lotta per restare tra i primi centomila è stata feroce e, proprio a causa dei furbetti delle transazioni multiple, negli ultimi tempi il cashback è finito nel mirino della politica che ha infine deciso per l'abolizione totale del bonus per quest’anno. «Quanto deciso dal Governo era inevitabile - conclude Dario Tiveron – Ho visto troppa furbizia e malizia nei clienti in questi mesi. Tutti cercavano l’escamotage per guadagnare di più. L’idea del cashback di Stato era anche buona, ma è stata gestita male, non ci sono stati controlli».

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