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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca Cessalto

Furgoni rubati per bloccare le strade, assaltato il deposito Sme di Cessalto

Rocambolesco furto nella notte, attorno alle 4.20. I malviventi hanno fatto razzia di componenti elettronici e sono fuggiti tagliando il guard rail dell'autostrada. Sul posto i carabinieri che indagano sull'episodio

Hanno posizionato ben sei furgoni, rubati nelle scorse settimane nella zona di Milano, forandone i pneumatici, lungo le strade che circondano il deposito della Sme di Cessalto (la Ires spa), in via Vittorio, 45, comprese le vie di accesso al casello autostradale. Una volta razziate migliaia di smarthone, tablet, accessori, macchine fotografiche ma pc, si sono dileguati a bordo di una Toyota Rav 4 e un autocarro, utilizzando come via di fuga la vicina autostrada. Per poter intraprendere questa via i malviventi hanno svitato parte del guard rail e posizionato sul fossato delle apposite rampe per far transitare i mezzi. Un furto rocambolesco e clamoroso quello avvenuto alle 4.20 circa di stanotte. Ad agire, secondo alcuni testimoni, almeno una decina di uomini, tutti travisati e nessuno armato. Sull'episodio indagano ora i carabinieri di Cessalto e del nucleo investigativo di Treviso e Conegliano. Il bottino, per ora, non è stato ancora quantificato ma si aggira sui 100mila euro circa. Al setaccio le telecamere di videosorveglianza della zona.

I furgoni per bloccare la circolazione

I malviventi hanno bloccato l'accesso allo stabile dell'Ires dalle strade che convergono verso la rotonda di via Vittoria e che portano a Ceggia, a Cessalto e in via Dante  verso il casello dell'autostrada. Le carreggiate sono state bloccate con dei furgoni posti di traverso. Un automezzo è stato abbandonato sulla rampa di accesso all'autostrada in direzione Trieste. Un altro furgone come ostacolo è stato posizionato  in via Pascoli, in prossimità dell'accesso al parcheggio  del magazzino Ires.

Il furto

Dopo aver tentato di tagliare con un flessibile una porta antipanico  e una saracinesca, sono riusciti con difficoltà dopo diversi minuti  ad entrare  da un ingresso sul lato ovest del magazzino. Hanno raggiunto la gabbia di protezione degli articoli di alto valore forzando non senza difficoltà la  porta di accesso con un flessibile. Sono entrati con alcuni carrelli dotati di ruote, arraffando quanto potevano. Sono stati asportati telefonini, tablet, computer, macchine fotografiche e accessori, per un valore di circa centomila euro, valore tutt'ora in fase di accertamento inventariale. 

La fuga

Il commando si è dileguato attraverso l'autostrada sbullonando il guard rail, abbattendo una parte della recinzione e posizionando delle passatoie di metallo per abbandonare il parcheggio di Ires con due automezzi, un camioncino con sponda idraulica e un'automobile Suv, entrambi di colore bianco. L'allarme esterno e la video sorveglianza si sono immediatamente attivati prima che potessero avvicinarsi all'edificio. E'  partita contestualmente la segnalazione alla guardia giurata che opera stabilmente nell'area, che è riuscita a raggiungere il cavalcavia che attraversa l'autostrada e ha visto i malviventi all'opera, dando immediatamente l'allarme ai carabinieri, avvisati anche da personale dell'azienda collegato da remoto. Il furto all'interno si è consumato in qualche minuto, anche per la difficoltà dei malviventi a penetrare nella struttura. Sono fuggiti a bordo del camion e dell'auto suv, prendendo l'autostrada in direzione Trieste. Sul luogo sono intervenuti tempestivamente i carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi e iniziato la caccia ai malviventi. Le immagini ad alta definizione riprese dalle telecamere esterne ed interne verranno messe a disposizione degli inquirenti nelle prossime ore. 

«Considerata l'imponente organizzazione del furto da parte dei malavitosi -commenta il direttore di Ires, Giovanni Mulato- la sensazione è che cercassero il grande colpo, ma che abbiano dovuto desistere, riducendolo ad una spaccata in fretta e  fuga, frenati e disturbati dalle misure di sicurezza e dal tempestivo intervento del personale di sorveglianza  e delle forze dell'ordine».

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