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La cattura di uno dei ladri

La cattura di uno dei ladri

Case svaligiate in tutto il Nordest, colpi anche a Treviso: tre arresti

Perlustravano i quartieri residenziali a caccia del posto giusto da derubare. Uno dei complici attendeva in un parcheggio affollato mentre due donne facevano effrazione e portavano via i gioielli. Le indagini della Squadra mobile hanno ricostruito il percorso criminale tra Padova, Venezia, Ferrara e Pordenone

Svaligiavano abitazioni seguendo un metodo preciso, perfezionato nel tempo. I tre componenti di una banda di rom sono stati arrestati. Su di loro gli inquirenti hanno raccolto le prove di diversi furti commessi tra le province di Padova, Venezia, Ferrara e Pordenone. In un’occasione si sono spostati anche in Slovenia.

Le indagini

A condurre le indagini, culminate con l’arresto di giovedì 11 marzo, è stato il sostituto procuratore Giorgio Falcone assieme alla sezione Reati contro il patrimonio della Squadra mobile padovana. I colpevoli sono un uomo e due donne di nazionalità croata: Nico Nikolini, 24 anni, Gabriela Nikolic, 21 anni, e Jessica Stojanovic, 18 anni. Tutto comincia lo scorso 27 gennaio quando i poliziotti della Mobile hanno identificato a San Stino di Livenza (Venezia) un gruppo di persone di etnia rom, tra cui gli arrestati: stavano utilizzando due auto segnalate da diversi uffici della polizia veneti come veicoli in uso per furti in abitazione. Nell’occasione i poliziotti hanno cercato di ricostruire una sorta di identikit delle persone identificate e hanno scoperto che Nikolic e Stojanovic avevano diversi precedenti per furto in abitazione commessi a Pordenone, Oderzo (Treviso), Silea (Treviso) e Mogliano Veneto (Treviso) ed erano anche sospettate di aver rubato la catenina a un anziano con la tecnica dell’abbraccio. Andando ad analizzare le modalità con cui venivano effettuati questi furti, gli agenti hanno scoperto che la dinamica era la seguente: un uomo portava le donne, a volte minorenni, sul luogo prescelto e le aspettava mentre loro commettevano i furti. E questo ha portato a ricostruire le attività dei tre arrestati che giravano tra le province, dormivano in B&B o in auto. Per scegliere la zona giusta da depredare facevano dei veri e propri pattugliamenti tra i quartieri residenziali e Nikolini aspettava le due donne in parcheggi affollati per dare meno nell’occhio. Una volta, il 24enne è stato visto spingere fuori dall’auto con violenza le due donne all’Arcella. Per entrare nelle case scassinavano gli infissi al piano terra con un cacciavite e rubavano soprattutto gioielli in oro che poi rivendevano nei punti vendita “compro oro”. Di alcuni monili ritrovati in un negozio di Padova si è riusciti a ricondurli al furto: il 14 febbraio a Ferrara, il 3 marzo a Mestrino, l’8 marzo a San Sisto di Livenza (Venezia). Di recente è stato sequestrato un braccialetto in oro bianco Cartier con il quale i tre avevano pagato la loro permanenza in un albergo di Padova.

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L’arresto

Giovedì 11 marzo gli agenti della Mobile, che da qualche tempo pedinavano i tre soggetti, li hanno individuati in via Fraccalanza a Padova, dove probabilmente hanno trascorso la notte. Si sono spostati a Mestrino e poi sono tornati nella città del Santo. Intorno alle 15, dopo aver percorso avanti e indietro via Chiesanuova diverse volte, l’auto si è fermata in via Monte Cengio. Le due donne sono scese mentre il complice andava a parcheggiare al supermercato Interspar. Nikolic e Stojanovic hanno suonato diversi campanelli di via Monte Pasubio, fino ad arrivare a una villetta. Al campanello non ha risposto nessuno, così si sono arrampicate sulla cancellata e hanno fatto effrazione in casa. In quel momento una donna anziana, la proprietaria dell’abitazione, stava andando sul retro. I poliziotti, temendo che le due ladre potessero far del male alla donna, hanno scavalcato a loro volta la recinzione. La proprietaria, accortasi degli estranei, ha gridato. Nikolic e Stojanovic, sorprese, hanno fatto per fuggire ma si sono ritrovate di fronte gli agenti. La 18enne è stata subito bloccata mentre la complice si è messa a correre e scavalcando la recinzione ha perso una sciarpa e il cacciavite con il quale aveva scassinato la finestra. Bloccata in via Lepanto, stringeva il portafoglio di pelle della vittima e diversi gioielli. Nel frattempo, anche Nikolini è stato fermato nel parcheggio del supermercato: in auto c’era anche il figlioletto di un anno. Nel bagagliaio c’erano una borsa di pelle verde Ralph Lauren, un bracciale in metallo color oro, degli orecchini, un paio di occhiali da sole Max Mara con custodia, un coltello in acciaio, un kit di chiavi esagonali e un bilancino elettronico digitale che serviva per pesare i gioielli prima di venderli.

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