Cronaca

Ponte di Piave, ladri a casa dell'assessore Mirko Lorenzon

Il blitz giovedì sera in via Grave a Negrisia. L'assessore: "Chi ruba non va più in galera e questa è una cosa vergognosa e vomitevole"

La porta scassinata

PONTE DI PIAVE — Al suo rientro i ladri si erano già dileguati. Erano rimaste solo le tracce del loro blitz. Stanze a soqquadro, una porta scassinata. A finire nel miniro di una banda di malviventi l’abitazione dell’assessore provinciale alla Protezione Civile Mirko Lorenzon in via Grave a Negrisia di Ponte di Piave. Lo stesso assessore ha reso noto il furto subìto attraverso la sua pagina Facebook.

I banditi, stando alle ricostruzioni di Lorenzon, si sarebbero arrampicati sulla ringhiera del terrazzo e, dopo aver scassinato la porta, avrebbero rovistato nei cassetti delle camere alla ricerca di preziosi e contanti. “Il mio ritorno inaspettato ha disturbato l’opera – scrive l’assessore -. Sarebbe cosa giusta che il governo centrale anziché finanziare l'operazione scellerata di mare nostrum, che costa milioni e milioni di euro, investisse di più sulla sicurezza dei nostri cittadini potenziando le forze dell'ordine di personale e mezzi che sono ad oggi insufficienti a garantire la tranquillità dei nostri territori sempre di più violentati da atti criminosi. Solo così si può parlare di Stato di diritto. Non ultimo la depenalizzazione di alcuni reati come i furti. Chi ruba ormai non va più in galera e questa è una cosa vergognosa e vomitevole anche nei confronti delle forze dell'ordine che ogni giorno rischiano con la loro pelle. Forse certi governanti che girano con i codazzi di scorte non sentono e non percepiscono la necessità di una maggiore sicurezza che hanno bisogno i nostri cittadini”. Il furto è stato denunciato ai carabinieri, che hanno dato il via alle indagini per tentare di rintracciare la banda.

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