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Rubano alcuni bancomat, incastrati dalle telecamere

Si chiude il cerchio su un'indagine della polizia locale di Bibione (Venezia). Perquisizioni a Cessalto e a Borgoricco (Padova)

CESSALTO Furto di denaro con bancomat rubati: dopo quattro mesi di indagini si chiude il cerchio intorno a due pregiudicati. Negli ultimi giorni la polizia locale di San Michele al Tagliamento (Ve), in collaborazione con i carabinieri di Lignano ha dato esecuzione a due mandati di perquisizione. Il primo emesso dalla Procura di Pordenone e il secondo da quella di Udine, a carico di M.L. 37 anni di Cessalto e P.D., 45 anni di Borgoricco (Pd). Durante le due perquisizioni sono stati rinvenuti  importanti elementi che confermerebbero una serie di prove a carico dei due indagati, per reati consumati a Bibione, località di San Michele, e a Lignano. Non solo: durante la perquisizione a Borgoricco, sono stati sequestrati numerosi capi di abbigliamento,  provento di furto avendo quasi tutti ancora il sistema antitaccheggio applicato sui tessuti, merce per un valore di circa 12mila euro.

L’indagine è partita da Bibione la scorsa estate: ad agosto un turista svizzero si era visto rubare nella località balneare veneziana alcuni bancomat, utilizzati nelle ore successive per un paio di prelievi fatti a Bibione e andati a buon fine (sottratti circa mille euro), ed altri tentativi  a Villach in Austria nella stessa sera del furto, andati però a vuoto in quanto il proprietario aveva denunciato nel frattempo il furto con il conseguente blocco dei bancomat.

Il nucleo investigativo della polizia locale di Bibione, a seguito della denuncia dello svizzero, incrociando i dati sulle auto in transito a Bibione e quelle entrate ed uscite dall’autostrada, ha stretto il cerchio intorno ai due, già noti alle forze dell’ordine e pregiudicati per reati contro il patrimonio, raccogliendo importanti prove anche fotografiche, grazie alle telecamere installate presso i  bancomat utilizzati per i prelievi a Bibione e in Austria, e sottoponendo le foto degli indagati a riscontri somatici. “Oltre alle prove raccolte con le fotografie – spiega Andrea Gallo, comandante della polizia locale di San Michele - Bibione – importanti riscontri si sono avuti dalle perquisizioni di Padova e Cessalto.  Ora spetterà all’autorità giudiziaria tirare le somme per valutare la richiesta di rinvio a giudizio dei due”.

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