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Cronaca Silea

NORTH EAST - Luigi Compiano: "Dirò al pm come stanno le cose"

L'inchiesta sulla sparizione dei 30 milioni di euro dai caveau di Silea mette in difficoltà l'azienda. E Compiano vuole essere interrogato subito

Vuole essere interrogato Luigi Compiano: “Dirò al pm come stanno le cose”, ha detto tramite il suo legale Pietro Barolo. Dopo lo scandalo che ha colpito la North East Services e la guardia di finanza ritrovata in casa per la perquisizione, Compiano vuole dire la sua.

L’indagine prosegue senza particolari sviluppi. In questi giorni le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni all’interno dei caveau di Silea, nelle abitazioni dei dirigenti dell’azienda e nelle sedi di viale IV Novembre e via Roma. Per il momento non ci sarebbero eventuali responsabili individuati dagli inquirenti, la denuncia di furto aggravato resta a carico di ignoti. La Nes in questi giorni ha diffuso un comunicato stampa nel quale precisa che sta “operando con i  propri consulenti per individuare le soluzioni più idonee a fronteggiare l’emergenza dettata dall’attuale stato di crisi operativa e finanziaria per salvaguardare, per quanto possibile, i livelli occupazionali e gli asset dell’azienda”.

L'unica cosa certa però, al momento, è che ci sono 670 famiglie che non hanno sicurezza del posto di lavoro da qui a una settimana e che ormai l'85% dei clienti respinge i furgoni della North East Service (Nes) rifiutando di consegnare loro il denaro contante". Il quadro in sintesi è descritto da Edoardo Dorella, segretario della Fisascat Cisl di Treviso, uno degli esponenti sindacali che sta seguendo, assieme ai colleghi di Cgil e Uil, l'inedita vicenda del per ora apparente ammanco di decine di milioni di euro - per una cifra incerta, ma probabilmente superiore ai 30 - dai forzieri di North East Service, società di trasporto, consegna e contazione del denaro contante del gruppo Compiano.

LA PROTESTA DEI LAVORATORI

La diffusione della notizia ed il conseguente atteggiamento precauzionale dei soggetti bancari e non, legati da contratto con Nes, avrebbe provocato l'inattività di gran parte dei lavoratori che si trovano oggi, in maggioranza, in regime di ferie forzate. Sotto il profilo investigativo proseguono intanto le verifiche nella ventina di sedi decentrate della società, con lo scopo di accertare se il buco emerso nella sede operativa centrale di Silea non sia attribuibile ad omissioni nella rendicontazione sugli speciali moduli di carico e scarico utilizzati ogniqualvolta il denaro viaggia da una cassaforte all'altra.

PERQUISIZIONI A CASA DEI DIRIGENTI

Nel frattempo la Prefettura di Venezia, competente per il territorio veneto, avrebbe attivato la procedura per verificare se vi siano gli estremi per procedere ad una revoca della autorizzazione ad operare. " È un caso nuovo un po' per tutti - ha detto il procuratore della Repubblica di Treviso Michele Dalla Costa - e stiamo anche cercando di comprendere la normativa in materia bancaria che permette l'affidamento di somme di denaro a terzi". I difensori del presidente Luigi Compiano, hanno intanto fatto sapere che il loro assistito ha chiesto al pm incaricato, Massimo De Bortoli, di essere sentito al fine di chiarire la sua posizione. "La società sta operando con i propri consulenti - è il testo di una nota formale dello studio legale - per individuare le soluzioni più idonee a fronteggiare l'urgenza dettata dall'attuale stato di crisi operativa e finanziaria, al fine di salvaguardare per quanto possibile i livelli occupazionali dell'azienda".  

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