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Foto tratta da Google Immagini

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Furto di rame in azienda: operaio prosciolto

Il processo a carico del dipendente 43enne della Zetaesse di Vedelago si è concluso con le dimissioni volontarie dell'operaio e il ritiro della querela da parte dell'azienda

Rischiava una condanna esemplare e invece l'imputato è stato prosciolto grazie al ritiro della querela. E' finito così il processo a carico di un 43enne di Vedelago, arrestato a metà settembre con l'accusa di furto aggravato ai danni dell'azienda in cui lavorava.

L'uomo era stato individuato dai carabinieri nel corso delle indagini su strani ammanchi di rotoli di rame all'interno dell'azienda "Zetaesse" di via Vicenza a Vedelago. L'attività investigativa aveva portato in breve tempo a identificare il responsabile di questi furti in un dipendente con  precedenti, tra cui un procedimento per una rapina. L'uomo è stato fermato durante un appostamento dei militari dell'Arma al termine di un turno serale ed era  stato "pizzicato" con 4 chili di rame dentro ad uno zaino. Minuzie a confronto dei 150 chili di metallo di cui era stata denunciata la "scomparsa". Poi, durante una perquisizione, all'interno della casa del 43enne erano stati trovati altri 11 chili di rame, probabilmente pronti per essere venduti. "Pensavo fossero scarti e volevo usarli per sistemare l'impianto di condizionamento" ha detto l'uomo per giustificarsi. Difeso dall'avvocato Luca Dorella il ladro, che era finito in manette colto in flagrante e nei cui confronti era stato emesso un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, ha trovato un accordo con i titolari dell'impresa, che avevano già avviato le procedure per il licenziamento per giusta causa. In cambio del ritiro della querela ha formato le proprie dimissioni volontarie, evitando così una condanna che, per effetto delle aggravanti e dei precedenti, senza poter più contare sulla sospensione condizionale, sarebbe potuta arrivare fino a 5 anni di reclusione.

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