Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Pazienti "dirottati", Corte d'Appello assolve Favero:"Fatto non sussiste

Il docente di Implantologia al Bo ed ex direttore della clinica odontoiatrica dell'Azienda ospedaliera di Padova è stato assolto dal reato di abuso d'ufficio. La sua vicenda giudiziaria iniziò nel dicembre 2012

ODERZO Il fatto non sussiste. Mercoledì, Gian Antonio Favero, 63 anni, docente di Implantologia al Bo ed ex direttore della clinica odontoiatrica dell'Azienda ospedaliera di Padova è stato assolto dal reato di abuso d'ufficio dalla Corte d'Appello di Venezia. Revocato anche il risarcimento di 500mila euro.

PAZIENTI "DIROTTATI". Il caso del professore era finito sotto le luci della ribalta dopo che, nel dicembre 2012, la trasmissione satirica di Canale 5, "Striscia la Notizia", aveva ipotizzato che il dentista, originario di Oderzo (Treviso) ma residente a Jesolo (Venezia), avesse collaudato un fitto e remunerativo sistema, dirottando oltre cento pazienti dall'azienda ospedaliera patavina ad ambulatori privati.

LA VICENDA GIUDIZIARIA. Dopo il servizio, l'Azienda ospedaliera aveva presentato un esposto in Procura, cui erano seguite le dimissioni di Favero da direttore della clinica odontoiatrica di Padova. Il docente, sospeso dall'insegnamento nell'aprile 2013, venne condannato in primo grado, nel luglio dell'anno successivo, con rito abbreviato, a due anni e due mesi di reclusione, e al risarcimento di 500mila euro all'ex datore di lavoro. Nel maggio 2015, venne rigettato un secondo procedimento disciplinare nei sui confronti e il consiglio di amministrazione dell'università di Padova riassegnò a Favero la cattedra.https://adv.strategy.it/www/delivery/lg.php?bannerid=20967&campaignid=83&zoneid=128&loc=https%3a%2f%2fwww.padovaoggi.it%2Fcronaca%2Fgian-antonio-favero-universita-padova-assolto-abuso-ufficio.html%3Fhoho&cb=83bc3f9c3c

"IL FATTO NON SUSSISTE". Ora la Corte d'Appello lo scagiona da ogni accusa: "La sentenza restituisce al professor Favero la credibilità e l'onore e accerta l'eticità della sua condotta - ha dichiarato l'avvocato Antonio Franchini - anche se restano i gravi danni all'immagine e alla professionalità provocati da sconsiderate prese di posizione dell'Università di Padova e dell'Azienda ospedaliera di Padova. Il mio assistito - ha aggiunto Franchini - si è sempre limitato ad illustrare ai pazienti tutte le tecniche esistenti, rispettando i principi deontologici della professione medica. Tutte le segnalazioni incriminate riguardavano, infatti, il cosiddetto 'carico immediato', una tecnica meno invasiva. Il professor Favero aveva chiesto ripetutamente un laboratorio interno alla Clinica per praticare questo tipo di operazione, che all'epoca era previsto soltanto nelle sue cliniche: se l'Azienda ospedaliera non disponeva di questa tecnica, non poteva poi certo lamentare di aver subìto un danno economico".

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