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Lunedì, 15 Aprile 2024

Il popolo dei bikers per l’addio a JoJo: «Una forza della natura». Rabbia per il suicidio del marito

Sono state almeno 600 le persone che nel pomeriggio hanno affollato la chiesa di Quinto di Treviso per l'ultimo saluto alla 55enne Giovanna Vanin. Il marito, Luca Simionato, si è tolto la vita ieri, 23 maggio, alla vigilia del funerale. Federica, nipote dell'uomo: «In questo momento non voglio pronunciarmi, probabilmente potrebbero uscire tante parole di rabbia»

Pomeriggio di grande cordoglio e commozione a Quinto di Treviso dove circa 600 persone hanno riempito la chiesa parrocchiale di San Giorgio per l'ultimo saluto a Giovanna Vanin, scomparsa venerdì scorso, 20 maggio, a 55 anni per i postumi di un grave malore avvenuto la domenica precedente, al termine di un giro in motocicletta. Il marito Luca Simionato, non potendo sopportare il dolore per la perdita della moglie, si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri, lunedì 23 maggio, in un cantiere edile a pochi passi da casa.

Martedì pomeriggio gli amici motociclisti hanno scortato in moto il feretro di JoJo dall'obitorio del Ca' Foncello fino alla chiesa di San Giorgio. Strada bloccata al passaggio del carro funebre. Il rombo dei motori ha poi lasciato poi spazio alle parole dell'omelia affidata al parroco, don Stefano Bressan che ha tracciato un commovente ricordo di Giovanna. «La moto simboleggia la vita come un viaggio - ha esordito il parroco - Giovanna era esuberante, solare, allegra, disponibile ad ascoltare e ad aiutare il prossimo. Una vera e propria forza della natura, ben voluta da tutti. Tenace e combattiva, aveva superato trapianto ed espianto del pancreas. A 20 anni aveva scoperto di avere il diabete ma Giovanna ha sempre conservato la gioia di vivere continuando a mettersi sempre in gioco. Ci lascia una persona davvero speciale, fiduciosi che questo non sarà un addio ma solo un arrivederci».

Oltre alla mamma Giuliana e al fratello Frank, i nipoti Federica e Riccardo, erano presenti anche i due fratelli di Luca, Luigi e Claudio, oltre ai parenti dei coniugi che non avevano figli. Attorno a loro si è stretta la comunità e soprattutto il mondo dei bikers: Luca e Jo Jo gestivano insieme il negozio Shop74 di via Giorgione ed erano specialisti nella customizzazione di moto Harley Davidson.

Al termine della celebrazione le nipoti di Luca e Jo Jo hanno dedicato un dolce ricordo della donna e dello zio, con un velo di rabbia per una decisione, la sua, vissuta con evidente dolore dalle due famiglie. «Il tempo ci rende sentimentali, forse dopotutto è a causa del tempo se soffriamo, penso sia una pungente verità: i cambiamenti sono quasi sempre cause di sofferenza -ha detto nel suo messaggio Federica- e il susseguirsi di questi negli ultimi tempi ne è stata la dimostrazione. Quello che è successo insegna che la vita può essere ingiusta e che non ne capiremo mai la logica, quindi è inutile affannarsi. Pertanto, nel mio piccolo, tutto ciò che posso fare ora è prendere un piccolo spazio per poter dire alla zia delle cose che non le ho mai detto, forse per timore o forse perchè erroneamente cercavo l'occasione giusta. Fondamentalmente c'è una sola parola che racchiude appieno il mio pensiero ed è grazie  Grazie per aver avuto nella mia vita un modello di forza e perseveranza. Io non penso sia tutto oro quel che lucchica per cui sebbene tu mostrassi quel tuo lato forte, credo che dentro di te avessi dei grandi momenti di buio e nonostante tutto, quando uscivi, mostravi sempre il tuo sorriso migliore. Per quanto riguarda mio zio Blugy, colui con cui condivido lo stesso cognome e lo stesso sangue, in questo momento non voglio pronunciarmi, probabilmente potrebbero uscire tante parole di rabbia».

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«Jo Jo, un nome un programma, non trovo un modo migliore per iniziare un discorso che ti riguarde e ti ricordi -ha detto Federica, figlia di Frank, fratello di Jo Jo- insieme a tutti i presenti di oggi e a migliaia di altre persone ti ricordiamo in modi diversi ma convergono tutti in un'unica frase che ti descrive appieno: Jo, una vera forza della natura. Non so con quale forza sono qui a leggere tutto questo, quasi sicuramente la tua. Ne ho scritte e raccontate di cose su di te, tutti sanno come mi brillano gli occhi quanto parlo di te, tutti sanno il legame che avevo e ci sarà sempre con te. Eri e sarai sempre il mio punto di riferimento, la mia seconda mamma che per certi aspetti mi conosceva bene come fossi sua figlia: mi hai visto piangere, mi hai visto incazzata con il mondo e soprattutto mi hai fatto ridere. Mi hai dato un casco, una giacca in pelle e tu e lo zio mi avete voluto al vostro fianco per sfrecciare in Harley. Mi avete sempre reso parte del vostro mondo, ho perso il mio punto di riferimento ma la forza che mi hai sempre trasmesso la porterò avanti per cercare di vivere come hai fatto tu. Ho l'armadio pieno di te, con tutti i vestiti che mi davi, ho il braccio tatuato per te, ho il cuore pieno di te. Hai affrontato la vita regalando sorrisi a tutti e piangendo per conto tuo: tutti ti ricorderemo per la tua pazzia, il tuo sorriso e la tua voglia di vivere sempre, nonostante qualsiasi ostacolo. Se mi chiedessero qual'è stato l'ultimo ricordo che hai di tua zia, l'ultima immagine che hai di lei non penserei minimamente all'ultima volta che ti ho vista in ospedale, per quanto sia stato il nostro ultimo abbraccio. I ricordi che ho di te e con te sono ben altri: hanno a che fare con giri in moto e bottiglie di prosecco. Potrei scrivere tantissimo di te, non ci sarebbe mai la fine. Mi dicevi: quando non ci sarò più stappate prosecchi per ricordarmi, non voglio la tristezza. te ne sei andata troppo presto e non è giusto: voglio pensare che ocunque tu sia sfreccerai con la Harley e avrai sempre bottiglie di prosecco con te: ti amo zia, buon viaggio».

E poi un pensiero allo zio Luca. «Avevo aggiunto una frase a tutto questo, una frase che riguardava lo zio e che ho dovuto cancellare -continua la nipote- in questo momento non possiamo non ricordarti zio. Sei stato e sarai sempre parte di noi: non c'è stato modo di elaborare nulla di quanto è successo, è stato tutto troppo. Ma non so come e con che forza voglio ricordarti per il tuo grande sorriso, la tua bontà e l'estrema protezione che dimostravi nei miei confronti. Ogni volta che andavamo via da casa vostra mi dicevi sempre: "Mi raccomando fai la brava" e la mia risposta era "sempre e comunque". E resterà tale perchè spero che quel senso di protezione che avevo con te continuerà ad esserci nonostante tutto. Spero che tu e la zia sarete di nuovo felici insieme. Buon viaggio zio»

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