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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Gorgo al Monticano

Nuovi esami sulle salme, rinviata il nullaosta della Procura per Eralda e Barbara

Nella mattinata di oggi, 9 marzo, sui corpi delle due giovani morte nel tremendo incidente, accaduto nella notte di sabato scorso a Gorgo al Monticano, è stato condotta una seconda ricognizione cadaverica esterna. La riconsegna dei corpi delle due ragazze alla famiglie slitta quindi a domani o al massimo ai primi giorni della prossima settimana

Non c'è ancora il nullaosta affinchè le salme di Eralda Spahillari, 19enne di origini greche, e di Barbara Brotto, 17enne di Rustignè di Oderzo, vengano riconsegnate alle famiglie. Stamattina, 9 marzo, infatti sui corpi delle due ragazze, morte nella notte di sabato nel terribile incidente accaduto a Gorgo al Monticano in via Sant'Antonino, si è svolto una nuovo esame cadaverico più accurato e dettagliato di quello che era stato condotto in precedenza. 

Il pubblico ministero Gabriella Cama, che ha iscritto i due conducenti delle auto coinvolte nel sinistro, Mikele Tatani, 19 anni di Pravisdomini, il conducente della Bmw finita contro un platano e che si trova ancora in coma all'ospedale di Treviso, e Gezim Qerosi, 18 anni di Annone Veneto in provincia di Venezia, che sarebbe invece stato il conducente della Polo bianca affiancata dall'auto di grossa cilindrata prima che questa finisse fuori strada, ha voluto procedere ad una ricognizione dettagliata delle lesioni riportate dalle due giovani per esigenze processuali. La Spahillari e la Brotto, decedute sul colpo, sarebbero morte a causa dei politraumi riportati nello schianto dell'auto dove si trovavano, che avrebbe tentato di sorpassare la seconda vettura a 140 chilometri all'ora, quasi 100 chilometri oltre il limite di velocità che su quella strada è di 50. La Procura intenderebbe dare il nullaosta nella giornata di domani o al massimo i primi giorni della prossima settimana. Intanto si attende che a Michele Tatani, incosciente su un letto di ospedale, venga dato un curatore speciale che possa firmare l'incarico affidato dalla famiglia ai due legali veneziani, Chiristian Pavan e Danilo Danesin, che dovranno difenderlo. La nomina sarebbe questione di ore e avverrà comunque prima che venga dato l'incarico per l'effettuazione della perizia cinametica che dovrà chiarire i tanti lati oscuri che riguardano la dinamica dell'incidente.

Secondo le prime ricostruzioni la Bmw avrebbe urtato lievemente la Polo e il conducente avrebbe perso il controllo, finendo contro un albero. Ma c'è una altra ipotesi, che non è stata né confermata né smentita da parte degli inquirenti: al momento di essere affiancata dalla vettura di Tatani la Polo avrebbe scartato sulla sinistra, come a non voler far passare l'altro veicolo. A quel punto Mikele avrebbe istintivamente girato il volante a sinistra e a quella velocità la distanza fra il punto ipotetico di contatto e l'albero contro cui ha finito la propria corsa (circa una ventina di metri) risulta troppo breve per frenare. In un attimo la Bwm sarebbe andata a sbattere. I segni sulla carozzeria della macchina superata sarebbero compatibili con uno strisciamento; in più, se la Bmw avesse effettivamente centrato, sia pur in maniera lieve la Polo che era in corsa, l'auto dove si trovavano i quattro sarebbe schizzata a destra finendo con ogni probabilità fuori strada.

I giovani che erano dentro la Polo - tre ragazzi e una ragazza - sono già stati ascoltati dagli investigatori. Nelle conversazioni avute con il padre di Tatani avrebbero però mostrato una certa reticenza, dando dei fatti versioni diverse e per molti versi contrastanti.  
 

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