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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca Gorgo al Monticano / Via Sant'Antonino

Gorgo, giallo sulla dinamica: specchietto trovato sul luogo dello schianto

Secondo la pista investigativa, che al momento non viene né smentita né confermata dagli inquirenti, la Polo si sarebbe spostata a sinistra mentre la Bmw 420 tentava di superarla a 140 chilometri all'ora su una strada che ha il limite a 50. Nell'incidente hanno trovato la morte due ragazze, Eralda Spahillari, una 19enne di origini albanesi, e a Barbara Brotto, 17enne di Rustignè di Oderzo

Un pezzo dello specchietto retrovisore sinistro trovato a terra sul luogo dell'incidente. Poi la "prova regina": al Suem arriva una telefonata, il cui numero di partenza viene registrato, che avverte i soccorritori dell'incidente. E la telefonata è di uno dei passeggeri della Volkswagen Polo, che permetterà ai carabinieri di Conegliano di identificarli. Ma perché dopo essersi fermati - tanto che alcuni residenti sentono le persone che erano a bordo dell'auto, tutti di età inferiore ai 20 anni, urlare i nomi degli amici intrappolati nelle lamiere contorte della Bmw 420 al cui interno si trovano morte sul colpo Eralda Spahillari, una diciannovenne di origini albanesi, e a Barbara Brotto, diciassettenne di Rustignè di Oderzo - i quattro scappano via?

E' questo il grande mistero che sta dietro all'incidente che, nella notte di sabato scorso, è accaduto al Gorgo al Monticano, lungo via Sant'Antonino, la strada che collega Motta di Livenza con il piccolo comune trevigiano. Ma una nuova ipotesi è emersa in queste ore: la Polo, che sarebbe stata superata a 140 chilometri all'ora dalla macchina di grossa cilindrata guidata da Mikele Tatani, 19enne di Pravisdomini (Pordenone) e che si trova ricoverato in coma all'ospedale di Treviso, potrebbe aver avuto un ruolo non secondario nella dinamica del sinistro.

Eralda Spahllari e Barbara Brotto

La Bmw 420 (al cui interno si trovava, oltre a Tatani e alle due vittime anche Daniel Castelli, 18 anni di Motta di Livenza, le cui condizioni vengono date dai sanitari del nosocomio di Mestre in netto miglioramento) avrebbe tentato di superare la Polo bianca. Lo avrebbe fatto a una velocità di almeno 90 chilometri oltre il limite, che in quella strada è fissato a 50. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe urtato lievemente la Polo e il conducente avrebbe perso il controllo, finendo contro un albero. Ma c'è una altra ipotesi, che per dovere di cronaca diciamo ma che per ora non viene né confermata né smentita da parte degli inquirenti: al momento di essere affiancata dalla vettura di Tatani la Polo avrebbe scartato sulla sinistra, come a non voler far passare l'altro veicolo. A quel punto Tatani avrebbe istintivamente girato il volante a sinistra e a quella velocità la distanza fra il punto ipotetico di contatto e l'albero contro cui ha finito la propria corsa (circa una ventina di metri) risulta troppo breve per frenare. In un attimo la Bwm sarebbe andata a sbattere.

I segni sulla carozzeria della macchina superata sarebbero compatibili con uno strisciamento; in più, se la Bmw avesse effettivamente centrato, se pur in maniera lieve la Polo che era in corsa, l'auto dove si trovavano i quattro sarebbe schizzata a destra, finendo con ogni probabilità fuori strada. Se la manovra del conducente, G.Q. 18enne di Annone Veneto (Venezia) sia stata o meno consapevole (e ammesso che questa sia la ricostruzione corretta) lo potrà però dire solo la perizia cinematica disposta dalla Procura e che inizierà nei prossimi giorni.

Mikele Tatani e G.Q. sono stati intanto iscritti oggi nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato è duplice omicidio stradale. Il 18enne di Annone potrebbe però finire sotto la lente d'ingrandimento del sostituto procuratore Gabriella Cama anche per il reato di omissione di soccorso.

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