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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Silea

Infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti di Rfi: sequestrati 6,5 milioni

Arrestati 15 membri di un'associazione a delinquere: sono accusati di reati come frode fiscale e bancarotta fraudolenta. Tra i 36 indagati ci sono anche gli imprenditori Luigi e Andrea Cenedese di Milano. Indagine della Dda di Milano e condotta dalla Guardia di Finanza

Ben 6,5 milioni di euro sequestrati e 15 membri di un gruppo criminale legato alla 'ndrangheta in manette, undici in cella e quattro ai domiciliari. Questi i numeri dell'operazione della Guardia di Finanza al termine di una complessa indagine della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano. Le fiamme gialle di Milano e Varese hanno eseguito un'ordinanza del Gip di Milano nei confronti dei 15 arrestati, residenti perlopiù nel Varesotto e in Calabria, accusati di appartenere a un associazione a delinquere, radicata in Lombardia, attiva nel settore dell'armamento e manutenzione della rete ferroviaria italiana e considerata colpevole di reati fiscali che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla frode, oltre che di agevolare la cosca 'ndranghetista Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto.

Nella lista degli indagati compaiono anche i nomi degli imprenditori trevigiani Luigi e Andrea Cenedese, di 69 e 39 anni, titolari della Cenedese Spa di Silea.

Ai 15 arrestati i militari hanno sequestrato preventivamente beni, immobili e disponibilità finanziarie per l'equivalente di 6,5 milioni di euro. Gli investigatori hanno scoperto una rete di società intestate a prestanome dietro i quali si celavano proprio gli arrestati, tutti vicini alla 'ndrina Arena, anche per vincoli di parentela. Grazie a queste 'imprese schermo'riuscivano a vincere i bandi di Rfi e delle sue controllate per lavori di manodopera e armamento. Poi facevano figurare come distaccato quello che a tutti gli effetti era lavoro dipendente della manovalanza.

Questa frode, insieme all'evasione di tasse e alle compensazioni con falsi crediti Iva - aveva fruttato oltre 6,5 milioni di euro, che in parte erano stati riciclati anche all'estero. Le indagini, inoltre, hanno rivelato come alcuni membri dell'associazione a delinquere favorissero la 'ndrina Arena mantenendo i detenuti 'ndranghetisti e procurando falsi contratti a persone che hanno avuto problemi con la legge per ottenere i benefici previsti.

"Questa 'ndrina - afferma il Generale Crescenzo Sciaraffa, comandante provinciale della guardia di finanza di Varese - controllava la manovalanza, ne raffreddava qualsiasi iniziativa per migliorare le condizioni di lavoro e li minacciava di licenziamento. Questo è un aspetto molto inquietante emerso dalle indagini. Le cosche - conclude - si gestiscono in regime di sostanziale monopolio l’aggiudicazione delle commesse per i lavori di armamento e manutenzione della rete ferroviaria italiana".

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