Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Castelcucco

Finto made in Italy, maxi-sequestro di scarpe: imprenditore trevigiano nei guai

L'operazione della Guardia di Finanza di Torino ha portato a sequestrare 300mila calzature delle più note marche che erano però state prodotte in Cina. Blitz delle fiamme gialle a Castelcucco ma anche a Padova e Limena

Continua l'attività della Guardia di Finanza tesa a contrastare la frode in commercio e a tutelare il "Made in Italy". Le Fiamme Gialle di Torino hanno sequestrato 300mila scarpe delle più note marche confezionate e provenienti dall'estero, ma che di fatto riportavano un'etichetta fasulla "Made in Italy".

Nei guai anche due imprenditori padovani e un trevigiano

L'operazione ha interessato le province di Torino, Milano, Treviso e Padova. Nella provincia euganea le perquisizioni hanno riguardato due magazzini: uno a Limena e uno a Padova con conseguente maxi sequestro di scarpe spacciate marchiate Italia, ma provenienti dall'Oriente. In provincia di Treviso è stato denunciato un imprenditore di Castelcucco per i medesimi reati. L’attività della Guardia di Finanza oltre a contrastare tutte quelle forme di concorrenza sleale e speculative è anche mirata alla tutela dei “Distretti Industriali”, che da tempo è uno dei principali obiettivi strategici dei compiti di polizia economico finanziaria esclusivi del Corpo.

L'indagine

L’operazione, condotta dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino, ha avuto inizio nelle scorse settimane quando, in alcuni centri commerciali del capoluogo piemontese sono stati individuati sugli scaffali e negli espositori calzature, sciarpe e cappelli riportanti “claims” tipici del “Made in Italy” le cui indicazioni merceologiche di origine sarebbero, secondo l’ipotesi degli investigatori, risultate mendaci, in quanto prodotti in Ucraina, Cina, Turchia e Romania. I militari, infatti, hanno constatato come sulle confezioni fossero riportate indicazioni di provenienza sull’origine italiana, incorniciate inoltre da simbologie, inequivocabili, come le bandiere tricolori le quali, se fosse confermata la reale provenienza extracomunitaria della merce, sarebbero quindi state apposte illecitamente, in frode alla fede dei consumatori.

I numeri

Complessivamente l'attività ha portato a togliere dal mercato prodotti che avrebbero portato ad un incasso di 7milioni di euro. Sequestrate 300mila paia di scarpe i 120mila etichette e cartellini. Tra i prodotti sequestrati figurano anche centinaia di guanti sui quali sarebbe stata apposta illecitamente la marchiatura “vera pelle”.

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