Guè Pequeno: i due lati della stessa medaglia di un “Vero” show

Fonte: Simone Lovatti ph.

Cosimo Fini, in arte Guè Pequeno, è sbarcato venerdì 19 febbraio al Supersonic di San Biagio di Callalta per l’unica tappa in triveneto del suo Vero tour. 
Uno show che segue un concept ben studiato, strategico, a tratti imprenditoriale, rispecchiando in toto il carattere di uno dei frontman dei Club Dogo.  
In una parola semplice, come titola il suo ultimo lavoro: vero. 
Lo spettacolo offerto dal rapper milanese è un mix letale, che infiamma il pubblico, una miscela composta da una sfaccettatura di suoni talmente ampia che a tratti fatichi a seguire, ma alla fine sai già che ne rimarrai entusiasta. 
L’arroganza, benevolmente intesa, dietro cui si cela il Guercio, nasconde il cuore di un “ragazzo d’oro”, auto definitosi così nel suo primo album da solista, che si scopre ancor prima che lui faccia il suo pirotecnico ingresso sulla scena. 
Sono circa le 22:00 quando cala il buio all’interno del club. Boato da parte della folla accorsa, la quale non aspetta altro che sentire quelle tre lettere lanciate da Dj Jay-K in console: la G, la U e la E. E invece no. Inaspettatamente i due screen laterali del palco ritraggono l’immagine di un uomo con il dito indice posto di fronte alla bocca e in quello centrale compare la scritta “RIP PRIMO”, il tutto accompagnato dalle note di “21 Tyson”, pezzo che lo stesso Cosimo ha definito fonte d’ispirazione nel post su Facebook in cui omaggiava il rapper romano recentemente scomparso. 
La voce di Primo Brown dei Corveleno riecheggia in tutto il Supersonic e, per chi ama questo genere, riecheggerà nell’eternità. Ed ecco il Guè che non ti aspetti. Quello arrogante, spocchioso e pieno di sé scompare e ci piace pensare che dietro le quinte abbia mandato un bacio al cielo nei confronti di un ragazzo che se n’è andato troppo presto e ha fatto la storia del rap italiano.  
Appena terminato il tributo, si parte. Il concerto è diviso nettamente in due parti, due lati della stessa medaglia che rappresentano la varietà musicale di cui dispone l’artista. 
Durante la prima parte dello show Guè sfoggia il suo repertorio “zarro”, suonando tutti gli ego trip e le hit autocelebrative composte recentemente e non. Dopo aver cantato vari pezzi presi da tutti e tre i suoi lavori da solista arriva il momento di “sbocciare” pesantemente: entra Emi lo Zio e mentre stappa una bottiglia sul pubblico in perfetto stile premiazione di Formula 1 e parte “Fiumi di Champagne”, brano che vede la collaborazione del casanova degli anni ’70-’80 Peppino di Capri, e subito dopo, ovviamente, “Si Sboccia”. Prima della pausa è il turno di “Barbie vs. Marley”, tranquillamente catalogabile sotto la voce “club bangers” anche grazie al produttore Phra aka Crookers, produttore che ormai da anni esporta il made in Italy nella scena elettronica mondiale e che ha disegnato appositamente i bassi di questo brano con il fine di buttare giù qualsiasi locale. 
Pausa. Guè cerca un attimo di respiro, cambia outfit e Dj Jay-K da spettacolo sui piatti. 
La seconda parte è l’altro volto di Lucky Luciano, altro pseudonimo, ed è quello per lo più nascosto dall’auto celebrazione, che svela fra le righe esperienze più personali e pezzi concettualmente più “sentiti” dallo stesso artista. 
Il secondo capitolo vede anche la partecipazione di Julia Kee, cantante, violinista e ballerina di origini salentine trasferitasi a Milano, che con la sua splendida voce riesce a completare e interpretare in modo impeccabile i brani più introspettivi che compongono l’ultima parte del live. A lei viene affidato il compito non facile di tenere il palco sostituendo non solo le voci femminili di Arlissa in Tornare indietro e Julia Lenti in Ruggine e Ossa, ma anche quella di Akon nella hit Interstellar. 
Sembra tutto finito, Guè smentisce un’altra volta la sua fama da vip stringendo la mano ai coraggiosi delle prime due file. Durante i saluti c’è spazio anche per quella categoria incomprensibile conosciuta come “haters”, i quali ormai non si limitano più soltanto a commentare negativamente ogni video sul tubo con i soliti “non sei più quello di…”, ma si presentano come spettatori durante i concerti. La risposta secca e, per quanto scontata, sempre intelligente arriva dallo stesso artista. Gli lanciano una sigaretta dal pubblico e Guè sbotta senza badare ai francesismi: “ma chi c***o è che mi ha tirato una cicca? Sei veramente un babbo se spendi 20 euro per venire qui a lanciarmi una sigaretta co****e!”. 
Folla ovviamente in visibilio e Cosimo decide di far calare il sipario con il “Brivido” finale, per uno show “Vero” assolutamente da vedere. 
 

Matteo Viotto

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