Imam violento da oggi agli arresti domiciliari

Nella giornata di martedì 17 dicembre la sentenza della Corte di Cassazione. Da oggi il 36enne Omar Faruk inizierà a scontare la sua pena per maltrattamenti aggravati e violenza privata

Da oggi pomeriggio, mercoledì 18 dicembre, Omar Faruk, il 36enne ex Imam della moschea di Via Schiratti a Pieve di Soligo accusato di aver picchiato con crudeltà i 50 bambini allievi della sua scuola coranica centro islamico, è agli arresti domiciliari

I Carabinieri gli hanno notificato l'esecuzione del provvedimento con cui il Tribunale del Riesame ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari che sconterà nell'appartamento di Mestre dove vive con la moglie e i tre figli. Ieri la la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso del difensore di Omar Faruk, l'avvocato veneziano Roberto Baglioni, contro la decisione dei giudici della libertà che su istanza del pubblico ministero Massimo Zampicinini avevano modificato la restrizione del divieto di dimora in provincia di Treviso disposta a luglio dal gip di Treviso Gian Luigi Zulian, accogliendo la tesi del pm secondo cui esiste il rischio di reiterazione del reato qualora il 36enne assumesse il ruolo di guida spirituale di un'altra comunità di fedeli mussulmani e anche quello di possibile inquinamento delle prove dato che a piede libero potrebbe influenzare le famiglie dei bambini, già dimostratesi "omertose ai limiti della connivenza" come sostenuto proprio dal Gip di Treviso nella sua prima ordinanza cautelare.

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La brutalità di Faruk Omar era emersa al termine di una lunga indagine condotta dal Nucleo Radio-Mobile dei Carabinieri di Vittorio veneto che, dopo la segnalazione delle maestre dei piccoli, aveva messo in azione telecamere e microfoni nascosti nel centro di Via Schiratti. Grazie a quelle intercettazioni ambientali è arrivata la conferma ai racconti che i bambini, tutti tra i 5 e gli 11 anni, avevano fatto a scuola attribuendo gli ematomi sui loro corpicini e il disagio comportamentale che mostravano in classe con la violenza subita dal "maestro di religione". Crudeli punizioni che il 36enne infliggeva ai bambini che non riuscivano a ripetere a memoria e in arabo le sure del libro sacro dell'Islam: bastonate alla schiena e alle gambe, schiaffoni in faccia e in testa, tirate di capelli e di orecchie. E poi le minacce, come quella rivolta ad uno studente di soli 6 anni a cui l'Imam mima il gesto di tagliare l'orecchio con un coltello. Il sostituto procuratore Massimo Zampicinini, che ha coordinato l'inchiesta e indagato Omar Faruk per maltrattamenti aggravati e violenza privata, si appresta ora a chiudere le indagini. la linea difensiva del bengalese sarebbe quella di puntare ad ottenere un patteggiamento.

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