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Lunedì, 15 Aprile 2024

Falsi permessi di soggiorno, cinque arresti per associazione a delinquere

Maxi operazione della polizia di Stato di Padova: indagati un avvocato e un consulente del lavoro accusati di favorire l'immigrazione clandestina, anche nella Marca, dal 2020 a oggi

È scattata in queste ore un'importante operazione giudiziaria da parte della polizia di Stato di Padova. Gli investigatori della squadra mobile hanno eseguito perquisizioni domiciliari e misure cautelari disposte dal Gip su richiesta della Procura di Padova nei confronti di 5 persone (fra cui un avvocato e un consulente del lavoro) residenti a Padova, Monselice, Porto Viro e Fiesso Umbertiano (in provincia di Rovigo). Sono tutti sospettati di aver preso parte ad un'associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di falso materiale ed ideologico, ipotesi quest'ultime di cui dovranno rispondere anche un 67enne di Poggio Renatico (in provincia di Ferrara) e 77 stranieri tutti indagati a piede libero per aver beneficiato dei falsi permessi di soggiorno.

L'operazione è nata da un'indagine iniziata a fine 2020 che ha portato alla luce come gli indagati, in cambio di circa 2mila euro per ogni pratica, rilasciassero permessi di soggiorno per motivi di lavoro (in quota decreto flussi) dichiarando assunzioni false in diverse aziende fittizie del territorio con sedi ed unità locali nelle province di Venezia, Rovigo e Ferrara. L'associazione criminale agiva nelle province di Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza, Treviso, Ferrara, Parma, Ravenna e Rimini dal 2020 ad oggi.

Le indagini

A ricoprire i ruoli di promotori ed organizzatori dell'associazione erano un 50enne di Porto Viro (Ro) ed un 58enne di Monselice (Pd) entrambi finiti in carcere. I due, entrati in contatto con gli extracomunitari, fornivano loro i documenti necessari ad attestare i rapporti di lavoro fittizi, facendosi pagare circa 2mila euro per ogni pratica. Con loro un 48enne di Fiesso Umbertiano (Ro), finito agli arresti domiciliari, figurava come datore di lavoro ed era incaricato di recarsi di persona presso gli uffici pubblici dov'erano pendenti le diverse pratiche (Uffici Immigrazione delle Questure e Sportelli unici dell’Immigrazione delle Prefetture di Rovigo e Ferrara). Il 48enne doveva anche rintracciare ed incontrare gli stranieri da "regolarizzare". Molto gravi le frasi dette dal 48enne ed intercettate dagli inquirenti: "Pensa quanti negroni devo vedere io tutti i giorni e tutte le sere" commentava in una conversazione. "Io li devo andare a beccare la sera stì negroni di m****".

I due professionisti coinvolti sono invece un 57enne di Porto Viro (Ro) consulente del lavoro e un 48enne di Padova “Abocado” (iscritto nella Sezione speciale avvocati stabiliti dell’Ordine degli avvocati di Vicenza). Per entrambi è stato disposto il divieto di esercitare la professione per 6 mesi. Il consulente del lavoro aveva messo a disposizione le proprie credenziali di accesso alle banche dati dei vari enti pubblici, elaborando i documenti e le attestazioni necessarie (i falsi contratti di assunzione, i cedolini stipendiali, lettere di licenziamento), registrandoli presso il Centro per l'impiego territoriale e contribuendo a simulare i rapporti di lavoro di fatto inesistenti tra i numerosi stranieri irregolari e le società oggetto di indagine. L’abocado, delegato dai titolari delle ditte complici per la gestione delle pratiche pendenti presso gli Sportelli Unici per l'Immigrazione delle Prefetture, ha a sua volta concorso nella formazione della serie di atti e documenti falsi. Quest’ultimo, insieme al 58enne di Monselice (figura apicale del sodalizio), era già stato coinvolto nel 2020 in un’altra indagine della Procura e della Squadra Mobile di Padova, sempre per lo stesso tipo di reato. L'indagine, come detto, ha preso avvio sul finire del 2020 a seguito degli accertamenti effettuati dalla Questura di Padova per verificare i rapporti lavorativi dichiarati e documentati da taluni soggetti di nazionalità nigeriana in sede di richiesta di rinnovo e conversione del titolo di soggiorno per motivi di lavoro, essendo emersi dubbi circa l'effettività dei rapporti dichiarati. In occasione delle prime visite ispettive operate in collaborazione con gli Ispettorati Territoriali del Lavoro di Venezia, Rovigo e Ferrara presso le società individuate (son sedi ed unità locali nelle località di Adria, Porto Tolle, Lendinara, e Fiesso Umbertiano, Quarto D'Altino e Codigoro), è stata riscontrata la totale assenza di locali e dipendenti. Nessuna delle attività dichiarate (commercio all'ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata, acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare, trattamento e rivestimento dei metalli e commercio all'ingrosso di materiali da costruzione) è risultata essere realmente svolta a fronte di 86 assunzioni operate nel 2020 ed ulteriori 88 nel 2021 (in virtù sia del decreto flussi che delle procedure di emersione).

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