Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Oderzo

Non pagava le tasse: sequestrati beni per 600mila euro ad un imprenditore cinese

La Guardia di finanza di Oderzo ha concluso un'importante indagine ai danni di un imprenditore cinese accusato di aver evaso 1,3 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2018

La Guardia di finanza di Treviso ha dato esecuzione in queste ore a un provvedimento emesso dal Gip di Treviso su richiesta della locale Procura della Repubblica, con cui è stato disposto il sequestro di beni mobili e immobili nei confronti di un imprenditore 43enne di origine cinese che, tra il 2015 e il 2018, non aveva versato le imposte su redditi e I.v.a.

L'intervento, eseguito dai finanzieri di Oderzo, ha consentito di mettere i sigilli a due immobili ad uso abitativo con relativi laboratori. Sotto sequestro anche un'auto di alta gamma e un furgone, oltre alle disponibilità dei saldi di conto corrente, per un valore complessivo di circa 600mila euro. Il provvedimento contro l'imprenditore cinese è arrivato al termine di un’indagine partita da una serie di verifiche fiscali, svolte in tre imprese della zona di Oderzo e attive nella produzione di poltrone e divani. Lee tre ditte, costituite e fatte fallire in rapida successione, erano formalmente rappresentate da dei prestanome cinesi ed ex dipendenti dell'imprenditore che, senza apparire formalmente, poteva così curare in prima persona tutti gli aspetti gestionali delle società: dall’apertura dei conti correnti aziendali ai rapporti con clienti, fornitori e personale dipendente. L’uomo, inoltre, curava “ad arte” sia l’emissione che l’utilizzo di fatture false, relative a operazioni commerciali inesistenti, necessarie per gonfiare i costi e dunque abbattere il reddito, evitando il versamento delle imposte dovute. Tutte queste manovre hanno generato un debito nei confronti dello Stato di oltre 1,3 milioni di euro e, allo stesso tempo, un illecito incremento del patrimonio dell’uomo, che è stato perciò sottoposto a sequestro preventivo, con l’obiettivo di giungere successivamente alla confisca definitiva. L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso rientra in una più ampia strategia di aggressione alle ricchezze di provenienza illecita, accumulate da soggetti responsabili dei fenomeni di frode più pericolosi, che sottraggono risorse alla collettività, a danno degli imprenditori e dei cittadini onesti e rispettosi delle regole.

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