Abusavano fisicamente e psicologicamente dei dipendenti: stangati due imprenditori

Due 34enni egiziani erano finiti a processo con l'accusa di di estorsione, furto, lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e molto altro ancora

Sono stati inflitti tredici anni complessivi di galera a Hamada Abdelaziz (6 anni e 7 mesi, difeso dall'avvocato Luca Dorella) e Mohamed Abdelkhalek (6 anni e 5 mesi, difeso dall'avvocato Salvatore Cianciafara) entrambi egiziani di 34 anni, a processo con l'accusa di di estorsione, furto, lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e per aver perpetrato veri e propri abusi fisici e psicologici nei confronti dei loro dipendenti. La loro sarebbe stata una azienda lager in cui i lavoratori venivano vessati, picchiati, minacciati e umiliati. La terrificante verità su quello che avveniva alla ditta di pulizie San Giorgio di Villorba è emersa dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Massimo De Bortoli. Vittime quattro stranieri - tutti nordafricani - che chiedevano solo di veder saldate le loro spettanze. La vicenda risale all'autunno del 2016. Nel settembre di quell'anno i quattro dipendenti della San Giorgio - due marocchini e due cittadini egiziani - esasperati per il ritardo di svariati mesi nel pagamento del salario avrebbero deciso di andare a battere cassa dai proprietari dell'azienda. Ma come risposta avrebbero ottenuto però solo minacce di morte e aggressioni.

"Vi facciamo firmare le dimissioni con il sangue" avrebbero intimato i due imprenditori egiziani ai dipendenti che volevano i soldi. E ancora: "Sparite da Treviso, ricordatevi che funziona con occhio per occhio, dente per dente, sei un traditore, spia della polizia, se resti qua prima o poi ti trovo, se ti vedo ti uccido». Due dipendenti, sconvolti e intimoriti, non avrebbero visto altra via d'uscita che licenziarsi peraltro rinunciando al loro denaro. Nel novembre successivo uno dei dei quattro torna a battere cassa e i due 34enni lo avrebbero letteralmente sottoposto ad un violentissimo pestaggio. La scena avviene all'interno dei locali della sede della San Giorgio: calci e pugni al corpo e al volto e l'uomo è costretto poi ad affidarsi alle cure del Pronto Soccorso dell'Ospedale Ca' Foncello di Treviso per lesioni alla faccia e ad una spalla. Durante il diverbio il dipendente avrebbe anche cercato di usare il cellulare per chiamare aiuto ma i titolari glielo avrebbero strappato di mano, buttandolo a terra e rompendolo. A chiamare la polizia ci pensa però un collega, testimone oculare di quello che stava succedendo.

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Poco dopo sul posto arriva una volante della polizia e gli agenti cercano di fermare l'aggressione; ma Abdelaziz e Abdelkhalek avrebbero reagito violentemente, divincolandosi a spintoni e schiaffoni dai due poliziotti che tentavano di bloccarli. Passa solo un giorno e i due egiziani si sarebbero introdotti nell'appartamento concesso gratuitamente ai quattro lavoratori nordafricani; dopo aver forzato la serratura del portone d'ingresso sarebbero riusciti ad entrare all'interno dell'appartamento mettendo a segno un vero e proprio raid durante il quale avrebbero rubato 1.180 euro in contanti, un carnet di assegni, due console per giochi elettronici del valore complessivo di 1.200 euro, due cellulari, alcuni indumenti e i passaporti dei quattro lavoratori.

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