La sfida del Nordest: internazionalizzazione, innovazione e invenzione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

SALGAREDA - Internazionalizzazione, innovazione, invenzione. Sono tre le strade maestre che le imprese venete debbono percorrere per progettare il loro rilancio. Le "tre i" per tornare a crescere, come sono state ribattezzate nel corso del primo appuntamento della terza edizione di "Rimettere le scarpe ai sogni", il ciclo di incontri tra imprenditori e professionisti del mondo economico e finanziario del Nordest organizzato da Salone d'Impresa. L'evento inaugurale della nuova serie di confronti si è svolto nella sede di Codognotto Italia Spa, a Salgareda (Treviso), ed è stato promosso in collaborazione con PwC, Cisco Italy e VEM Sistemi.

Il meeting, a cui hanno partecipato circa un centinaio di imprenditori e manager, è stato preceduto da una visita allo stabilimento di Codognotto Italia Spa, azienda di primo piano nel settore dell'autotrasporto, intermodalità e logistica. E anche nel corso del dibattito i protagonisti sono stati proprio gli imprenditori, con il racconto dalla voce dei protagonisti di tre diverse esperienze aziendali del "Veneto che corre". «Il nuovo Nordest c'è già: è quello fatto dalle "imprese aperte"», ha commentato Ferdinando Azzariti, presidente di Salone d'Impresa, «Aperte cioè all' internazionalizzazione, alla Ricerca in collaborazione con l'Università, ma anche con modelli manageriali nuovi fatti di meno dirigismo e più collaborazione con i manager, con strumenti di responsabilizzazione e coinvolgimento maggiore, quali i premi sui risultati. Le tre testimonianze aziendali di cui abbiamo discusso in questo primo evento (General Membrane, Codognotto Italia e Somec) sono un esempio che diventa già "classico"».

«Sarebbe troppo facile dire: "In Italia non funziona nulla"; fisco ossessivo, burocrazia opprimente, politici corrotti, banche che non prestano soldi, infrastrutture fatiscenti e quindi sentirsi in qualche modo vittime del sistema», ha esordito, nelle vesti di padrone di casa, Maurizio Codognotto, amministratore delegato di Codognotto Italia Spa, «Di fronte a tutto ciò ci sono persone che hanno saputo valorizzare le qualità migliori delle nostre genti: innovazione, tenacia, creatività, manualità, senso del dovere, attaccamento all'azienda e ai valori umani. Questo è quello che noi abbiamo cercato di esportare nelle nostre aziende all'estero, ritenendole solide basi per una forte internazionalizzazione. Questo è lo spirito del nostro Gruppo".

«Oggi mi sembra davvero, come nel 1991 quando partii con Nice, di "Rimettere le scarpe ai sogni"», ha raccontato Oscar Marchetto, presidente di Somec Srl, l'azienda di San Vendemiano (Treviso) che opera nel settore degli involucri architettonici e navali. «A 50 anni decido di rimettermi in gioco e scommettere su Somec con una nuova squadra di uomini accanto», ha proseguito Oscar Marchetto, «Sembra una scelta avventata, vista la contingenza economica negativa internazionale e la particolare difficoltà di fare impresa in Italia oggi, ma credo nel progetto di rilancio di Somec condividendo una stessa visione con i miei soci. Il nostro obiettivo è non essere ingordi, ma credere che siano le persone a fare l'azienda e tradurre in pratica i sogni da cui partono».

«Crescere: per molte aziende italiane è quasi sempre l'ossessione del fatturato. Per alcuni è invece la necessità di evolvere, cambiare, per essere sempre adeguati al tempo che verrà», ha aggiunto Gastone Pagot, amministratore delegato di General Membrane Spa, impresa di Ceggia (Venezia) attiva nel settore dei materiali impermeabilizzanti per l'edilizia. «Internazionalizzare come scelta di essere nel mondo e del mondo, pensando alla presenza invece che alla "partenza". Interpretare il mondo senza appiattire le differenze e valorizzando l'identità», ha continuato Gastone Pagot, «Inventare il futuro, come motore dell'organizzazione e come evoluzione delle persone all'interno dell'azienda. Innovare, nei prodotti, nei servizi, negli approcci ai mercati e nelle modalità di funzionamento, per segnare sempre una distanza tra quello che si offre e quello che si potrà offrire, e non solo ai clienti. Innovare anche nel sentire l'azienda, dall'interno e dall'esterno, elemento di un ambiente che va difeso e reso migliore. Perché se il futuro è il motore che muove un'azienda, la tensione che spinge a internazionalizzare, inventare ed innovare, quello che ci aspetta deve essere necessariamente migliore. E dipende da noi"

Degli strumenti per trasformare in opportunità la necessità di internazionalizzare e innovare hanno discusso gli esperti di PwC, Cisco Italy e VEM Sistemi. "Cloud, SDN, Hybrid IT, ACI, nel mondo dell'Information technology l'unica costante è il cambiamento e l'accelerazione con la quale si sta concretizzando", ha spiegato Marco Bubani, responsabile Design & Delivery VEM Sistemi, "Tutto ciò comporta anche un notevole aumento della complessità che rischia di distrarre le aziende dal proprio core business. Perché la tecnologia informatica continui ad essere un acceleratore di business, è importante che questa complessità non pesi sulle aziende che possono così concentrarsi sui propri obiettivi lasciando agli specialisti i dettagli tecnologici". Giovanni Marano (partner PwC Tax & Legal Services) si è soffermato sulle difficoltà che le aziende vivono quando si trovano a dover ragionare su una dimensione internazionale. «L'impresa deve essere attrezzata ad affrontare questa sfida fin dalla fase progettuale» ha detto Marano, ricordando come l'azienda deve essere pronta anche a modificare il proprio modello operativo di fare business, riuscendo così non solo a limitare l'esposizione al rischio, ma anche cogliendo le opportunità dell'internazionalizzazione. E una delle sfide, in tal senso, non può che arrivare oggi dalle possibilità offerte dalla rete. «La nostra è un'azienda che ha l'innovazione nel dna», ha rimarcato Alberto Degradi (Senior Manager, Cisco Italia Infrastructure Leader), «oggi è possibile cogliere la sfida dell'internazionalizzazione anche attraverso il web e l'e-commerce. Si può arrivare a un cambiamento di produttività attraverso il cambiamento del modello di business».

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