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Imu anche per le scuole religiose: insorge subito la Fidae Veneto

«Una decisione che non considera per nulla la scuola paritaria come risorsa educativa» così Virginia Kaladich Presidente Fidae Veneto

TREVISO Fa discutere e crea preoccupazione nel mondo cattolico la sentenza della Quinta Sezione Civile della Cassazione che riconosce la legittimità della richiesta di pagamento dell’ICI – oggi IMU –  da parte del Comune di Livorno per due degli istituti scolastici livornesi, la Scuola Santo Spirito e la Scuola Immacolata, gestiti da religiosi, che dovranno versare 422mila euro per gli anni dal 2004 al 2009. Questa è la prima sentenza del genere in Italia su una questione finora così controversa, che ha provocato preoccupazione e allarme nel mondo cattolico fino a prospettare la chiusura delle scuole paritarie, annunciata da don Francesco Macrì, presidente della Fidae Nazionale, la Federazione Istituti di attività educative, secondo il quale non ce la farebbero a reggere l'urto del fisco.

«È una sentenza non rispettosa della libertà di scelta – replica Virginia Kaladich, presidente della Fidae Veneto che raggruppa 144 scuole paritarie in tutta la Regione – Questa decisione dimostra che la politica non considera la scuola cattolica quale concreta risorsa educativa. In Veneto, dalle scuole primarie alla secondaria di II grado, sono quasi 25mila gli studenti che permettono allo Stato un risparmio considerevole. Ricordo inoltre che la scuola cattolica, in quanto scuola paritaria è parte del sistema pubblico integrato e pertanto Scuola pubblica a tutti gli effetti. A maggior ragione, dopo questa sentenza, come Fidae Veneto rivolgiamo un appello ai politici, in modo particolare al Presidente e alla nuova Giunta Regionale del Veneto, e a tutti gli onorevoli della nostra regione presenti a Roma, affinché non vada perso un prezioso patrimonio di tradizioni secolari nella formazione che ha dato, e che garantisce tutt’oggi, un contributo significativo alla formazione integrale di tante generazioni».

"Siamo davanti a una sentenza pericolosa. Chi prende decisioni lo faccia con meno ideologia. Ho la netta sensazione che con questo modo di pensare si aspetti l'applauso di qualche parte ideologizzata. Il fatto è che non ci si sta rendendo conto del servizio che svolgono le scuole pubbliche paritarie", ha detto il segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, in una dichiarazione diffusa dal suo portavoce. Per Galantino "si rischia davvero la chiusura di queste scuole. Ma la chiusura delle scuole paritarie vuol dire limitare la libertà. È la stessa Europa che ci chiede garanzie sulla libertà educativa. Quello che pericolosamente caratterizza l'Italia è l'ideologizzazione passata all'estremo. Smettiamola di pensare che sia la Chiesa cattolica ad affamare l'Italia". Sulla vicenda è poi intervenuto il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. I giudici, ha spiegato, dicono "che c'è un trattamento diverso" tra pubbliche e paritarie "perché sono istituzioni diverse". "Penso che forse ci sia una riflessione da fare", ha aggiunto dopo aver ricordato che in regioni come il Veneto, senza paritarie, Stato e Regione "si troverebbero in enormi difficoltà economiche e strutturali".

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