Rogo in un cantiere di Miane, si sgonfia l'ipotesi dell'incendio doloso

Le indagini sull'incendio divampato sabato a Premaor non hanno ancora chiarito la causa scatenante del rogo. Non essendo state trovate tracce di accelerante o inneschi, si allontana l'ipotesi del dolo

Al momento non c'è nessuna evidenza che conduca alla pista dell'atto doloso. Resta quindi il mistero sull'incendio divampato sabato 7 dicembre in un cantiere edile nella frazione di Premaor a Miane e che ha mandato in fiamme un escavatore.

E' quanto emerge dai primi rilievi condotti nel cantiere in cui, sabato sera, sono divampate le fiamme. Non sarebbero state trovate infatti tracce di accelerante oppure inneschi. La famiglia proprietaria ha inoltre smentito oggi di avere il sospetto che si possa trattare di un atto intimidatorio. Il riparo in cui è scoppiato l'incendio e il mezzo sono stati sequestrati. La vicinanza con l'area del nuovo vigneto e l'improvvisa esplosione avevano reso necessario l'intervento dei carabinieri di Col San Martino. E' possibile che un corto circuito abbia dato il via all'esplosione mentre sta perdendo sempre più peso l'ipotesi dell'atto doloso. Nelle scorse ore il sindaco di Miane si è recato in sopralluogo nel cantiere con i carabinieri. Per ora il giallo resta ancora tutto da risolvere.

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