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Il giorno dopo l'incendio

Il giorno dopo l'incendio

Incendio a Treviso devasta la ex Chiari e Forti: edificio in fiamme

Imponente rogo martedì sera poco prima dell'ora di cena. I vigili del fuoco stanno lavorando per cercare di avere la meglio sulle fiamme

SILEA Un imponente incendio si è scatenato martedì sera verso le 19 all'interno della ex Chiari e Forti di Silea, immobile dei primi del '900 e rilevato nel 2007 dal gruppo e fondo immobiliare romano Caltagirone. Un'alta colonna di denso fumo nero si è resa presto visibile in tutta la zona a sud della provincia di Treviso (toccando tra le altre le zone di Casier, Dosson, Nervesa della Battaglia, Ponte di Piave, Soligo, Meolo e San Donà). Sul posto sono al lavoro 18 squadre dei vigili del fuoco da tutta la provincia (ben 4 da Treviso) che stanno cercando di domare le fiamme, aiutati da un'autoscala da Mestre e autopompe da Conegliano, Asolo e Castelfranco Veneto per un totale di 8 mezzi e una cinquantina di pompieri al lavoro. Sul posto anche diverse ambulanze del Suem 118 per ogni evenienza, la polizia locale, la protezione civile e il sindaco di Silea Silvano Piazza, ma al momento non risulterebbero fortunatamente feriti. Da segnalare che l'intera struttura sarebbe stata messa all'asta venerdì 10 aprile per la quarta volta dopo che le prime tre erano andate deserte, anche perchè è rimasta abbandonata per decenni senza corrente elettrica, e quindi non si esclude l'ipotesi di un'azione dolosa.

Sul luogo dell'incendio, alimentato dalla grande presenza di strutture in legno e che si è sviluppato all'interno di un capannone dismesso da una ventina d'anni (principalmente nelle vicinanze dell'ex molino Toso, alias "piccolo Stucky"), si sono precipitati anche i carabinieri per i successivi rilievi e i tecnici dell'ARPAV per le analisi dell'inquinamento dell'aria. Solo una volta spento il rogo e rimessa l'area in sicurezza si potrà procedere con la conta dei danni e la ricerca delle cause. A causa delle fiamme altissime si sarebbe poi verificata anche un'esplosione. Per questo motivo le forze dell'ordine e l'amministrazione comunale chiedono alla cittadinanza di non avvicinarsi alla zona in questione e di chiudere bene porte e finestre per evitare di inalare fumi nocivi. Traffico bloccato da e per Treviso, anche lungo l'autostrada.

AGGIORNAMENTO 22.30: le fiamme sono scese di intensità grazie anche all'intervento di un mezzo antincendio aeroportuale di grosse dimensioni, ma purtroppo una parte dello stabile è già crollata completamente a causa del rogo e parte delle macerie potrebbero ora confluire nel fiume Melma poco distante. In ogni caso i pompieri lavoreranno tutta la notte per cercare di avere la meglio sull'incendio. Già nella giornata di mercoledì la Procura di Treviso potrebbe però aprire un fascicolo d'inchiesta per cercare di fare luce su quanto accaduto.

AGGIORNAMENTO 09.00: le fiamme sarebbero ormai quasi del tutto spente, anche se i danni all'immobile sono incalcolabili. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito e il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo si propagasse agli edifici nelle vicinanze e alle aree verdi circostanti. Il pericolo inquinamento inoltre sarebbe di lieve entità, visto che la struttura era sostanzialmente vuota e composta da mattoni e legno. Centinaia i curiosi che durante tutta la notte si sono recati sul posto e lungo la passeggiata dei Burci per assistere alle opere di spegnimento dell'incendio. Sempre più seguita l'ipotesi dell'incendio doloso su commissione, anche perchè lo stabile era chiuso al pubblico e un rogo di questo tipo potrebbe sensibilmente abbassare il prezzo di acquisto (circa 9 milioni di euro di base, n.d.r) o bloccare a tempo indeterminato le procedure di vendita giudiziaria.

AGGIORNAMENTO ORE 14 A fiamme ormai spente ciò che resta dell’edificio della ex Chiari e Forti sono solo braci e mattoni. La struttura però sarebbe a rischio crollo e l’ordinanza di chiusura dell’area sarebbe quasi pronta. Una porzione dello stabile era già crollata durante le operazioni di spegnimento dell’incendio, ma si teme che il pericolo possa essere molto più alto. Sulle cause che possono aver scatenato il rogo da parte degli investigatori c’è ancora il massimo riserbo, anche se appare chiara in un primo momento l’origine dolosa.

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