Inceneritore o cementificio a Pederobba: il M5S presenta un'interrogazione in parlamento

A firmarla il parlamentare pentastellato Federico D'Incà: "La zona di Pederobba tra le più virtuose nella raccolta differenziata, i cittadini dovranno respirare la plastica di altri?"

PEDEROBBA “Sono molto preoccupato in merito alla prossima procedura di VIA a cui si dovrà sottoporre la Cementi Rossi spa che chiede di poter ampliare le tipologie di materiali che brucia nei propri forni presso l’impianto di Pederobba. Nel passato il cementificio ha già ricevuto l'autorizzazione a bruciare plastiche e gomme ma soltanto per quanto riguarda i pneumatici fuori uso tritati. Ora, vista la diminuzione dei pneumatici disponibili sul mercato, si chiede di poter ampliare a tutte le plastiche e gomme” afferma il parlamentare M5S D’Incà.

“Per essere “green” la plastica deve essere oggetto di riciclo e riutilizzo e non trattata quale rifiuto. In questo senso faccio presente che la zona di Pederobba e del trevigiano è una delle zone più virtuose per la raccolta differenziata della plastica e si troverà invece a "respirare" la plastica indifferenziata di altri. Inoltre la recente modifica alla legge regionale non limita più i rifiuti ad un dato territorio ma consente il loro spostamento a livello nazionale e quindi i cittadini trevigiani saranno penalizzati nonostante i buoni risultati ottenuti” continua il deputato.

“Esperti sostengono la maggiore pericolosità del bruciare le plastiche in quanto, per la grande pluralità delle tipologie di esse incluse nei rifiuti urbani, producono un numero molto maggiore di sostanze difficilmente controllabili rispetto ai pneumatici e petcoke che sono maggiormente prevedibili. Nel caso di Pederobba si sostiene che vengono fatti i controlli presso i fornitori ma si tratta sempre di mix che varieranno da un carico all'altro e che quindi sarà difficile controllare le emissioni” prosegue il parlamentare.

“A fronte di questa situazione, ho preparato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura in cui chiedo se non ritengano opportuno adottare misure volte alla tutela dell’ambiente e della salute, chiedendo agli enti preposti alla concessione della VIA, di subordinarne la concessione ad un preventivo studio epidemiologico da effettuare sulle popolazioni dei territori interessati. Inoltre se non ritengano di verificare il rispetto da parte delle autorità italiane delle direttive europee anche in merito al principio di precauzione, al fine di evitare che una eventuale mancanza di rispetto delle regole europee possa pregiudicare il riconoscimento quale sito UNESCO delle “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene» e l’immagine stessa del distretto del Prosecco” conclude D’Incà.

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