Sterzata con l'auto per uccidere la ex, perizia assolve Barzan: «Una distrazione»

Questo quanto emerge dall'analisi della dinamica dell'incidente in cui il 7 giugno scorso perse la vita a Povegliano la 62enne Giuseppina Lo Brutto, di ritorno con il marito da una cena con amici sul Montello

Christian Barzan

«Dall'esame cinematico e dinamico dell'evento non sono emersi elementi tecnici sufficienti per evidenziare un profilo di volontarietà del sinistro, da ritenere invece esclusivamente ascrivibile alla avventata e distratta condotta di guida». Questo scrive nella relazione consegnata  al pubblico ministero Daniela Brunetti il consulente tecnico nominato dalla Procura e chiamato a esaminare la dinamica dell'incidente in cui il 7 giugno scorso perse la vita a Povegliano la 62enne Giuseppina Lo Brutto, di ritorno con il marito da una cena con amici sul Montello. Alla guida dell'Alfa Romeo che invase la carreggiata in cui transitava la Toyota con al volante la donna c'era Christian Barzan, il 22enne di Quinto indagato per i reati di omicidio volontario, duplice tentato omicidio volontario, violenza sessuale e stalking. Il ragazzo al momento dello schianto era in auto con la ex fidanzata Giorgia Biglieri che dopo l'incidente gli rivolse accuse terribili. «Lo ha fatto apposta - disse la ragazza - ha sterzato di colpo perché voleva uccidermi e uccidersi dopo avermi stuprata nel parcheggio di Sant'Andrà dove ci eravamo incontrati».

«Analizzata la dinamica -si legge infatti nella relazione firmata dall'ingegner Enrico Bellomo- si potrà ritenere attendibile che causa dell'evento fu non solo la imprudente velocità del veicolo condotto da Barzan ma soprattutto la non accorta e distratta condotta di guida dello stesso. Ciò ha costituito pertanto un ostacolo imprevedibile e inevitabile per la Toyota rendendo vana qualsivoglia manovra di emergenza atta ad evitare l'evento da parte di Giuseppina Lo Brutto». «Il sinistro - prosegue il perito della Procura - è da ritenere esclusivamente ascrivibile alla avventata e distratta condotta di guida di Barzan, stante le condizioni di percorrenza della strada provinciale in prossimità di abitazioni prospicienti la via pubblica, attraversamenti pedonali, intersezioni stradali e la presenza di altri veicoli sulla strada». E' un vero e proprio colpo di ariete all'ipotesi di omicidio volontario e duplice tentato omicidio.

Si tratta peraltro di conclusioni che confermerebbero la versione data dal ragazzo, difeso dall'avvocato Fabio Crea, che difendendosi dalle accuse della Biglieri aveva riferito che al momento dell'incidente era in corso una violenta discussione con la ragazza. «La perizia del consulente della Procura - ha commentato l'avvocato Fabio Crea - conferma le tesi difensive. Un pezzo alla volta la verità su quello che è realmente successo quella sera sta venendo a galla». Barzan, che a seguito dell'incidente viene ricoverato in ospedale a Treviso per la frattura di un femore, è stato  anche accusato di stalking per una serie di messaggi inviate alla ex nei giorni precedenti alla tragedia. Nei suoi confronti viene emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere, misura restrittiva che il gip Angelo Mascolo modifica però in obbligo di soggiorno nel territorio comunale di Quinto e divieto di guida, evidenziando come «le certezze indiziarie sulle quali si basa l’ordinanza custodiale emessa a carico del Barzan per i tragici fatti della sera del 7 giugno mostrano qualche incrinatura».

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