Sbanda per evitare un pecora: risarcito con assegno da 50.000 euro

Nel 2008 aveva subito un incidente a causa del corpo di una pecora che invadeva la carreggiata. A quasi quattro anni di distanza Autostrade per l'Italia lo risarcisce con 50.000 euro

Per schivare la carcassa di una pecora in mezzo alla carreggiata della A27, dopo il casello di Treviso Nord, aveva sterzato a sinistra, perdendo il controllo dell'auto e finendo contro il guard-rail. Pochi giorni fa, è stato risarcito da Autostrade per l'Italia con un assegno da cinquantamila euro.

È successo a un libero professionista bellunese, di 44 anni, che la sera del 27 febbraio 2007, mentre viaggiava lungo la carreggiata nord della Belluno-Venezia, all'altezza di Villorba, ebbe un incidente a causa della carcassa di una pecora, appena investita da un'automobile che lo precedeva. Fortunatamente il testa-coda non ebbe gravi conseguenze, a parte qualche contusione e i danni al veicolo.

L'assicurazione dell'uomo, però, non prevedeva alcuna clausola per incidenti di quel tipo, perciò il professionista si rivolse a uno studio legale, che decise di chiamare in causa la società Autostrade per l'Italia che gestisce la tratta Belluno-Venezia della A27. Le trattative sono andate avanti per quasi quattro anni, ma alla fine le assicurazioni della società hanno deciso di chiudere in via stragiudiziale la vertenza, prima che la pratica finisse in un'aula del tribunale civile, staccando a favore dell'automobilista un assegno da cinquantamila euro.

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I legali del bellunese, infatti, erano pronti ad avviare una causa civile, se Autostrade per l'Italia non avesse risarcito il loro assistito con una somma adeguata, in quanto oltre a ritenere la società responsabile del danno, come custode e proprietaria della A27, sostenevano che l'azienda avesse anche una sorta di responsabilità contrattuale verso l'automobilista che, pagando il pedaggio, aveva diritto alla garanzia della sicurezza stradale.

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