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Sangue sulle strade: nella Marca calano gli incidenti stradali ma aumentano le vittime

Le province di Treviso e Padova sono le uniche in Veneto in cui nel 2015 è salito il numero di morti rispetto al 2014. Dati ufficiali ACI-Istat sull’incidentalità stradale, per iniziativa del Comitato regionale veneto dell’Automobile Club Italiano

TREVISO I dati relativi al 2015 confermano che c’è una tendenziale diminuzione del fenomeno dell’incidentalità stradale in Veneto, in linea con il resto del Paese: nel 2012 gli incidenti stradali registrati sul territorio regionale erano stati 14.365, nel 2015 sono 13.867, con un calo anche nel numero dei morti e dei feriti. Lo ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato intervenendo oggi a Padova in rappresentanza della Regione alla presentazione dei dati ufficiali ACI-Istat sull’incidentalità stradale, per iniziativa del Comitato regionale veneto dell’Automobile Club Italiano e dell’Automobile Club di Padova presenti rispettivamente con il presidente Luigino Baldan e il direttore Lino Implantini.

Il presidente Baldan ha fatto rilevare che l’obiettivo posto dall’Unione Europea è di dimezzare entro il 2020 il numero dei morti rispetto ai valori del 2010. La tendenza attuale è quella giusta ma bisogna rendere le strade più sicure e correggere soprattutto i tre comportamenti che sono le maggiori cause di incidenti (circa il 75%): la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della segnaletica. Evidenziando il positivo trend del Veneto, l’assessore Marcato ha ringraziato anzitutto le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro che svolgono sulle strade della regione, dove ogni giorno – secondo i dati dell’ultimo censimento - si riversano oltre 2 milioni 600 mila le persone per recarsi sul posto di lavoro o di studio. In dieci anni sono cresciute di circa 300.000 unità. L'automobile resta la scelta più diffusa. “Soltanto il 14,2% utilizza i mezzi pubblici – ha fatto presente l’assessore – e su questo fronte come amministratori abbiamo il dovere di impegnarci”. E sono conseguenti a questo impegno gli investimenti della Regione per gli aspetti infrastrutturali, per incrementare l’uso dei trasporti pubblici, per la realizzazione di piste ciclabili.

Marcato ha concluso sottolineando l’utilità degli strumenti di analisi, come i dati statistici, per declinare poi le decisioni amministrative con cui raggiungere gli obiettivi indicati dall’UE, ma ha voluto ricordare anche che “dietro ai freddi numeri ci sono drammi familiari che restano per tutta la vita ed è nostro dovere non abbassare mai la guardia e fare il possibile per scongiurarli”.

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