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Domenica, 14 Aprile 2024
Incidenti stradali Motta di Livenza / Via Postumia

«Sono arrivato pochi secondi dopo l'impatto, subito avviato il massaggio cardiaco»

Giorgio Cuffaro, giovane pediatra di Torre di Pordenone, lavora in ospedale a Conegliano: il suo intervento domenica pomeriggio, dopo l'incidente avvenuto a Motta, è stato decisivo per salvare la vita ad un bimbo di due anni e mezzo che ora si trova ricoverato in ospedale a Padova. Grande apprensione per la sua sorte nella comunità di Porto Santa Margherita di Caorle, dove la famiglia vive

«La situazione è apparsa fin da subito molto grave: l'impatto è stato violentissimo e per quanto fosse sistemato nel seggiolino, il bambino ha certamente accusato il colpo»: Giorgio Cuffaro, giovane pediatra residente a Torre di Pordenone, lavora in ospedale a Conegliano, ed è stato il primo ad intervenire sul luogo del terribile incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio della domenica di Pasqua, 9 aprile, a Motta di Livenza, lungo la Postumia. L'intervento del medico è stato fondamentale per far ripartire il cuore del bimbo di due anni coinvolto nello schianto, riportando lesioni molto gravi. Il piccolo si trovava a bordo dell'auto guidata dal padre, un 48enne, ferito a sua volta e ora ricoverato in ospedale a Oderzo. Il bimbo si trova invece a Padova, nel reparto di terapia intensiva pediatrica, trasportato d'urgenza in elicottero dopo essere stato stabilizzato sul posto: la prognosi è ancora riservata e difficilmente sarà sciolta nelle prossime ore. Cuffaro è passato in auto del tutto casualmente nella zona: era al posto giusto nel momento giusto.

«Passavo per caso, dovevo andare a recuperare il telefono che avevo lasciato a Conegliano dopo il turno di notte» racconta il dottor Cuffaro «una volta preso il telefono io e mia moglie saremmo andati verso il mare, a Caorle: siamo passati di li pochi istanti dopo l'impatto e non ho perso nemmeno un secondo». Il cuore del piccolo era fermo, senza l'intervento così celere del dottor Cuffaro (che ha subito avviato le pratiche rianimatorie) non avrebbe avuto scampo. «Aldilà dei danni che ha riportato, non poteva andare meglio di così»: aggiunge il dottor Cuffaro che probabilmente nella serata di oggi, 11 aprile, incontrerà il padre del bimbo, ricoverato a Oderzo. «La situazione era drammatica, era logicamente disperato, è rimasto ferito, si trascinava» chiude Cuffaro.

Queste sono ore di grande angoscia anche a Porto Santa Margherita di Caorle dove la famiglia del piccolo vive ed è molto conosciuta dalla piccola comunità. Tutti attendono notizie dall'ospedale di Padova, pregando per una ripresa del bimbo, e in molti si sono stretti attorno a questi due genitori così duramente provati da questo dramma.

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