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Sabato, 22 Giugno 2024
Incidenti stradali Preganziol / Strada Terraglio

Travolto e ucciso da un'auto sul Terraglio, morto rider di 48 anni

Settima tragedia della strada in provincia di Treviso dall'inizio di settembre. Roman Emiliano Zapata, collaboratore di Foodracers, è stato falciato dalla Nissan Qasqai nel primo pomeriggio di domenica a Preganziol, all'altezza dello stabilimento Goppion. Intervenute ambulanza e automedica del Suem 118 e polizia stradale di Treviso

Tragedia della strada alle 13.53 di oggi, domenica 18 settembre, a Frescada di Preganziol lungo il Terraglio, di fronte alla sede di Goppion caffè. In uno scontro tra un'auto, un Nissan Qasquai e uno scooter Kimko ha perso la vita il conducente di quest'ultimo mezzo, un 48enne di origini argentine, Roman Zapata. Ferito anche l'automobilista, trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Sul posto intervenuta ambulanza e automedica del Suem 118. Sulla dinamica ha svolto gli accertamenti del caso la polizia stradale, intervenuta sul posto con due pattuglie. Sul posto intervenuti anche i vigli del fuoco. Rallentamenti al traffico veicolare. E' la settima vittima sulle strade della Marca dall'inizio del mese di settembre.

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La vittima, rider di Foodracers (e di altre due aziende specializzate nel delivery), si trovava fermo a bordo strada, in direzione Treviso: stava telefonando, probabilmente per prendere un'ordinazione. L'auto, proveniente alle sue spalle, l'ha travolto, scaraventando sia la vittima che lo scooter nel fossato a bordo strada. Il 48enne è morto praticamente sul colpo mentre l'auto, guidata da L.C., 53enne di Preganziol, ha terminato la sua corsa contro un platano. A causare la tragedia forse un malore o una distrazione dell'automobilista, rimasto ferito e sotto choc. Sulla tragedia la Procura di Treviso ha aperto un'indagine per omicidio stradale.

Ramon Zapata viveva in Italia da soli 8 mesi e ufficialmente risultava ancora risiedere a Roma: in Argentina (proviene dalla provincia della capitale, Buenos Aires) si occupava principalmente di musica, intrattenimento e editoria dopo essersi laureato in amministrazione e gestione d'impresa all'Università di Moron. Per Foodracers copriva la zona di Mogliano, Preganziol e Marcon: molti proprietari di locali dell'area lo ricordano come sempre attento e disponibile.

«In merito all’incidente di Preganziol, di cui ancora non conosciamo bene le dinamiche» afferma una nota dell'azienda Foodracers «dalle informazioni in nostro possesso, la persona coinvolta era un ragazzo che da qualche mese usufruiva anche della nostra piattaforma per gestire consegne a domicilio. Di fronte a certi avvenimenti non possiamo che provare dolore e il nostro pensiero e massimo cordoglio va soprattutto ai famigliari e a chi gli era vicino».

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Mortale sul Terraglio, Visentin: «Quello dei rider è un lavoro senza tutele»

«Un’altra vita spezzata sulle strade della Marca. Questa volta a perdere la vita un rider nel tempo dedicato al lavoro. Una categoria, quella degli addetti al delivery, ancora scoperta da tutele contrattuali». Così Mauro Visentin, segretario generale della Camera del Lavoro di Treviso, commenta la tragedia avvenuta ieri, domenica 18 settembre, a Preganziol; a perdere la vita Roman Emiliano Zapata, migrante argentino da poco tempo in Italia.

«Sulle dinamiche del tragico incidente farà luce l’autorità competente - afferma il segretario generale della Cgil trevigiana -, quello che possiamo dire è che questi lavoratori rientrano appieno tra le fila del precariato, senza reali tutele e garanzie poste da contratti di lavoro. Un vuoto normativo che va colmato, anche alla luce dei rischi ai quali vanno incontro ogni volta che prestano la propria opera. Quello dei rider è un lavoro che può essere flessibile e dare opportunità di guadagno a studenti e, come in questo caso, a migranti o a chi vuole arrotondare il salario - conclude Mauro Visentin -, ma non può essere svincolato dalla legislazione in materia di lavoro subordinato».

Paglini: «La sicurezza torni prioritaria per la dignità del lavoro»

«La morte del rider investito domenica mentre effettuava le consegne a bordo del suo scooter è l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro che necessita di un impegno non più rimandabile da parte di tutte le autorità competenti in materia di sicurezza sul lavoro». Così Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, commenta la tragedia che ha strappato la vita domenica a Preganziol al rider Roman Emiliano Zapata, investito da un’auto durante il servizio di delivery. «La salute e la sicurezza sul lavoro - prosegue Paglini – derubricate in campagna elettorale vanno messe subito al centro dell’agenda politica e tornare prioritarie per la tutela della dignità del lavoro a tutti i livelli. Non è possibile morire mentre si lavora o mentre si fa uno stage in azienda. Nel caso di Preganziol va poi sottolineato che ha perso la vita un lavoratore di una categoria con poche tutele e che qualcuno vorrebbe risolvere con un minimo salariale per legge, mentre è imprescindibile avere tutele contrattuali strutturate e negoziate. Il vero salario minimo è la lotta alla precarietà e allo sfruttamento, soprattutto per figure come i rider, che stanno in strada su due ruote giorno e notte».

«Il contratto da applicare a questi lavoratori - aggiunge Angelo Barrovecchio, segretario generale della Fit Cisl Belluno Treviso - dev’essere il Ccnl Logistica, Trasporto merci e Spedizione, rinnovato a maggio 2021 nella parte economica e unico strumento adeguato per rappresentare le peculiarità di quest’attività e per riconoscere a questi lavoratori diritti e stabilità: il rider dev’essere riconosciuto come lavoratore dipendente, al quale vanno garantiti tutti i diritti, i trattamenti economici e tutele in materia di sicurezza degli altri lavoratori della logistica. Va ricordato che nel contratto della logistica 5 anni fa è stato inserito un articolo che regolarizza la posizione di queste figure, inquadrandole a livello economico, normativo e della sicurezza. Il problema è che spesso il contratto non viene applicato e spesso e volentieri i lavoratori vengono utilizzati a chiamata, o lavorano con partita Iva, o vengono pagati rispetto al numero delle consegne, quindi a cottimo, sulla base di un algoritmo. Li invitiamo tutti a rivolgersi al sindacato per far valere i loro diritti, a partire dalla sicurezza».

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