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Convegno sulla salute del fiume Piave: boom di presenze a Sernaglia della Battaglia

Il sindaco Sonia Fregolent ha introdotto un incontro molto atteso nel comune trevigiano. Si è discusso al lungo sul presente ma soprattutto sul futuro del fiume sacro alla Patria

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA L'appello lanciato dall'amministrazione comunale di Sernaglia è stato raccolto: una sala polifunzionale gremita da oltre 120 persone ha ospitato sabato pomeriggio il convegno sul tema “Piave, stato ecologico a rischio?”.

Prestigioso il tavolo dei relatori, introdotto dal sindaco Sonia Fregolent che insieme alla sua giunta ha fortemente voluto l'incontro rivolto alla cittadinanza, la quale una volta di più ha dimostrato il suo legame con il fiume sacro alla Patria. Moderati dalla prof. Maria Rosa Vittadini dell'università Iuav di Venezia sono intervenuti l'ing. Antonio Rusconi, già segretario generale dell'Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta – Bacchiglione; il prof. Ezio Todini già ordinario di idrologia all'Università di Bologna, il prof. Paolo Forti già ordinario di geografia fisica e geomorfologia all'Università di Bologna, il prof. Francesco Vallerani dell'Università Ca' Foscari di Venezia e il prof. Pierfrancesco Ghetti, presidente del Centro internazionale di civiltà dell'acqua e già rettore di Ca' Foscari.

Come promesso, i relatori hanno affrontato il presente e il futuro del Piave da varie angolazioni. È stato detto, ad esempio, che gli obiettivi degli interventi sul fiume devono mirare alla riduzione del rischio di piena, all’aumento della resilienza e alla minimizzazione dell’impatto sociale e ambientale e dei rischi indotti. Un’analisi di quanto emerge dai documenti ufficiali evidenzia come la soluzione efficace per la riduzione del rischio di alluvione vada ricercata in una serie di interventi che consentano minori impatti ambientali e sociali e, soprattutto, che non inducano un incremento di rischio legato alla loro realizzazione. Uno degli elementi di cui tenere conto, hanno sostenuto i relatori, è ad esempio la vicinanza con il Montello, che per la sua natura carsica si può considerare una “spugna” e quindi assai poco compatibile con il prospettato arrivo di un invaso all’altezza di Falzè di Piave. Oltre ad aumentare il carico idraulico a monte che favorirebbe l’ulteriore carsificazione del Montello, una diga a Falzè comprometterebbe il paesaggio facendo pagare costi elevati anche in termini economici e temporali, visto che la sua costruzione comporterebbe tempi lunghi. La crescente domanda di qualità residenziale, secondo i relatori, dovrebbe inoltre portare a ripristinare le acque interne come portatrici di “moralità implicita”, decostruire le presunte certezze della “razionalità incrementale”, assumere scelte “polifoniche” e dotarsi di resilienza per il prossimo futuro che vedrà la presenza sul pianeta Terra di 9 miliardi di abitanti.

Le conclusioni del pomeriggio sono state affidate al sindaco Fregolent, la quale non ha nascosto che avrebbe voluto chiedere al funzionario della Regione Veneto, assente dal convegno per malattia, “se siano state avviate le procedure per la realizzazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza del medio e basso corso del Piave e per individuare la soluzione con il migliore rapporto costi-benefici per la comunità, come previsto dalla delibera della Giunta regionale del giugno 2016”. Domanda che l'amministrazione comunale si riserva comunque di porre alla Regione Veneto nel corso delle prossime settimane.

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