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Sanità, per il 23 per cento dei trevigiani il servizio è peggiorato

Indagine di UniSalute: i cittadini della Marca preferiscono le strutture private, ma il punto di forza degli ospedali pubblici restano i costi

TREVISO Il 23 per cento convinto che il servizio sanitario pubblico nella Marca sia peggiorato. È questa la percezione che i trevigiani hanno secondo la nuova ricerca dell’OsservatorioSanità di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria. Mentre il 60 per cento ritiene che la sanità pubblica sia rimasta invariata negli ultimi tempi, una buona parte non ne è del tutto convinta.

Diverso invece il discorso per le strutture private. Per queste ultime il giudizio è positivo: solo l’8 per cento crede che il servizio sia peggiorato, mentre per il 14 per cento è addirittura migliorato. 77 la percentuale di chi pensa che sia rimasto invariato. Metro di valore dei trevigiani è rappresentato per il 33 per cento dalle figure che vi lavorano, per il 27 dai tempi di attesa, per il 15 dalla modernità delle strutture e per il 14 dal rapporto tra prestazione e costi.  

COSTI E TEMPI D’ATTESA Nonostante una flessione nella percezione della qualità complessiva del servizio offerto, la sanità pubblica mantiene alcune importanti caratteristiche agli occhi dei cittadini di Treviso, che ricorrono alle prestazioni dell’offerta pubblica sia perché i costi sono minori (72%) sia perché ritengono che il personale che vi lavora – medici e infermieri -  sia più preparato (23%). La sanità privata, di contro, conferma nella tempistica il proprio punto di forza. L’83% crede infatti, che l’offerta privata sia preferibile proprio perché in grado di garantire tempi più rapidi per ottenere una prestazione. Il 12% invece vede una superiorità nella competenza del personale privato rispetto a quello pubblico.

 INCLINAZIONE VERSO IL PRIVATO I trevigiani riconoscono dunque caratteristiche positive e peculiari sia all’offerta pubblica che privata; non stupisce quindi scoprire – alla fine – come non si registri una preferenza netta tra le strutture, anche se si segnala una maggiore inclinazione verso il privato. Se il 20% degli intervistati, infatti, crede che a offrire il servizio di maggiore qualità siano i grandi ospedali pubblici, il 38% segnala le strutture private mentre il 27% le strutture specializzate.

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