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Inquinamento, cresce l'uso di legna è pellet: più economici del metano pulito

Migliorano in Veneto i livelli di PM10, ma aumentano quelli di benzoapirene. E' un altro effetto della crisi: anche i trevigiani prediligono combustibili meno "green" ma più convenienti

L'andamento delle polveri sottili, nel corso del 2013, in Veneto ha subito un lieve miglioramento, complici le piogge primaverili, attestandosi sotto al valore limite annuale di 40 microgrammi al metro cubo.

Ma non è ancora il momento di tirare un sospiro di sollievo: la situazione in tutta la Regione resta negativa e nelle città si continua a superare il limite di sforamenti giornalieri fissati dalla legge per le polveri sottili. Lo stesso vale per l'ozono, che da gennaio a metà ottobre ha registrato un andamento analogo a quello del 2012.

A presentare i dati è stato l'Osservatorio aria dell’Arpav, in occasione del periodico incontro a Venezia del Comitato di indirizzo e sorveglianza composto dalle Province, Comuni capoluogo, Direzioni Ambiente e Prevenzione della Regione.

“Nonostante gli sforamenti dei limiti di legge, per il PM 10 negli ultimi dieci anni si è osservato un trend in diminuzione, segno che le azioni intraprese hanno avuto effetto - ha sottolineato Maurizio Conte, assessore regionale all’ambiente presente all’incontro - Non possiamo abbassare la guardia sulle polveri sottili PM 10, sulle polveri fini PM 2,5 e sull’ozono, ai quali purtroppo da qualche anno si sono aggiunti altri 'osservati speciali' come il benzoapirene generato dalla combustione di biomasse, vale a dire legna e pellet”.

Dalle osservazioni dell'Arpav è emerso infatti in diffondersi di nuove forme di inquinamento, legate alla crisi economica. I cittadini tendono a usare più spesso pellet e legna per riscaldarsi, preferendoli al gas metano, più pulito ma anche più costoso. Di qui il superamento del valore obiettivo annuale (1 nanogrammo a metro cubo) da parte delle medie di benzoapirene, rilevato dalle stazioni del comune di Belluno, Feltre, Santa Giustina in Colle (PD), Treviso (via Lancieri), Venezia (Parco Bissuola).

E’ l’inquinante della crisi – ha osservato Conte – lo stiamo osservando in tutte le regioni della pianura padana, il pellet e la legna costano ai cittadini meno del metano e quindi ne aumenta l’utilizzo a scapito della qualità dell’aria che respiriamo".

Per questo le Regioni del Bacino Padano hanno chiesto al Governo l’approvazione di un pacchetto di Misure Nazionali per la Qualità dell’Aria, che contenga misure specifiche per il bacino padano, l’assegnazione di risorse specifiche per la qualità dell’aria e il riconoscimento della specificità del bacino padano al fine di una sua corretta e matura rappresentazione in sede europea per ottenere un contributo straordinario in termini di risorse per interventi infrastrutturali nei diversi settori emissivi che vanno dal riscaldamento, ai trasporti, al settore energetico e all’agricoltura.

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