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Invalido ballerino, condannato a quattro mesi: non ha truffato lo Stato

L'accusa è stata derubricata da truffa a indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Per l'imputato, dunque, pena sospesa e restituzione di 69 mila euro

Per il giudice non ha truffato lo stato C.V., l'invalido ballerino di Ponzano Veneto, pizzicato a scatenarsi in pista sebbene percepisse una pensione per un'inabilità deabulatoria.

La vicenda dell'operaio 59enne si è conclusa con una condanna a quattro mesi, con sospensione della pena, e alla restituzione di quanto percepito in sei anni, dal 2004 al 2010, ovvero circa 69 mila euro. Il giudice ha infatti derubricato l'accusa nei confronti dell'uomo da truffa a percezione indebita di erogazioni ai danni dello Stato.

Il pm aveva chiesto una condanna a due anni e due mesi di reclusione, ma C.V. è stato "graziato" da una perizia disposta dal tribunale di Treviso, in base alla quale l'imputato risulta avere una disabilità deambulatoria, causata da una mielopatia, con invalidità riconosciuta all'85% e non al 100%. Perciò C.V. avrebbe percepito senza averne diritto "solo" l'accompagnatoria (poco più di 39 mila euro).

Una seconda perizia, poi, ha precisato che con l'85% di invalidità non si parla più di pensione ma di assegno di invalidità. Dettaglio che ha ridimensionato ulteriormente l'entità del denaro percepito indebitamente dall'operaio con la passione per i balli latino-americani.

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