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Dopo le molotov in Comune, inviate due pallottole al sindaco Tonon di Vittorio Veneto

Fortunatamente però il primo cittadino non le ha ricevute direttamente in quanto sequestrate dai carabinieri. Il movente sarebbe l'arrivo di nuovi migranti nel vittoriese

VITTORIO VENETO Due pallottole, probabilmente calibro 765, inviate per posta al sindaco Roberto Tonon di Vittorio Veneto. Questo quanto scoperto venerdì mattina da un postino che era in procinto di consegnare la posta al primo cittadino. Fortunatamente, però, la busta che conteneva i due proiettili inesplosi ha insospettito il corriere, il quale ha quindi subito portato il tutto ai carabinieri che, una volta scoperto il contenuto, hanno sequestrato il tutto.

Poche le informazioni per ora trapelate, ma si tratterebbe di una minaccia, nemmeno troppo velata, ricevuta a causa della politica di accoglienza del Comune che, anche in questi giorni, sta ospitando nelle proprie strutture diversi migranti, come avviene in tante altre città della Marca. Ancora poi ignoto il mittente, ma il messaggio contenuto nella busta era abbastanza eloquente e prediceva la morte di Roberto Tonon se in breve non avesse risolto la questione immigrazione in città. "Alla luce dei fatti che avrete appreso dai quotidiani, ci tengo a precisare tre cose: che non mi faccio intimidire - ha voluto far sapere Tono attraverso il suo profilo Facebook - In quanto sindaco, cerco infatti di esercitare il mio ruolo con responsabilità, e dunque con serenità. Poi, riguardo ai profughi, ritengo di aver tenuto una linea di ragionevolezza e moderazione: né barricate, né porte spalancate, ma un'accoglienza compatibile con le esigenze di integrazione e di sicurezza. Infine, sono molto preoccupato per il clima torbido di tensione che qualcuno sta creando artificialmente e pericolosamente in città e farò quanto in mio potere per assicurare, con la collaborazione delle forze dell'ordine e delle istituzioni tutte, vigilanza e fermezza".

La paura infatti è che possa trattarsi di un atto intimidatorio collegato all'esplosione delle bombe mololov fuori dal comune nei giorni scorsi, anche in quel caso un gesto rivendicato e di protesta contro il business dei rifugiati. Una situazione però che lascia l'amaro in bocca, per un sindaco che mai prima d'ora era stati vittima di episodi simili, tanto che la solidarietà nei suo confronti è arrivata anche attraverso i social. Nicolò Rocco, consigliere comunale a Treviso, scrive: "Proiettili al sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon. Una persona con grandi valori, che fa politica con onestà nella città del tricolore, la città della vittoria e della pace. Dobbiamo dimostrare che chi fomenta l'odio oltre ad essere minorato è anche in minoranza"; Marco Dus, consigliere comunale di Vittorio Veneto, invece risponde così: "Una vicenda dai risvolti inquietanti. Sono naturalmente vicino al Sindaco, alla sua famiglia e alla giunta. Incredibile che chi si adoperi così tanto per la propria città venga ricambiato in questo modo. Supereremo anche questo stando uniti e remando tutti dalla stessa parte". Infine, sul fatto è intervenuto anche Giovanni Zorzi, Segretario di Circolo e Consigliere Comunale del Partito Democratico di Castelfranco Veneto: "Solidarietà a Roberto Tonon Sindaco di Vittorio Veneto: dopo le molotov ora anche i proiettili. Dobbiamo finirla con questo clima di odio, violenza e intolleranza contro chi si mette con coraggio e passione al servizio della comunità". 

Non da meno è stato anche il Partito Democratico provinciale: "A titolo personale e a nome di tutto il Partito Democratico della Provincia di Treviso esprimo una dura condanna al gesto vile con il quale si è minacciato, cercando di intimidirlo, il sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon. A lui va tutta la mia solidarietà e il mio sostegno, con l'invito a proseguire comunque con coraggio e forza nella sua azione di governo della città e del territorio". A dichiararlo è Lorena Andreetta, segretaria provinciale del Partito Democratico, che aggiunge: "Massima fiducia nella competenza e nelle capacità delle forze dell'ordine, con l'auspicio che su un fatto così grave e preoccupante venga fatta al più presto chiarezza. Una vicenda inquietante i cui responsabili devono essere al più presto identificati e consegnati alla giustizia". "La gestione dei migranti - continua la segretaria dem - non è certamente facile e sicuramente se tutti i sindaci facessero lo loro parte le cose andrebbero meglio. Quindi auspico che si possa rispondere più adeguatamente anche alle istanze dei sindaci del territorio che collaborano nell'accoglienza dei migranti, coniugando l'accoglienza a chi ne ha diritto perché fugge da guerre con il principio di realtà per il quale non possiamo accogliere tutti indistintamente. E questo va fatto a partire da un'azione che deve vedere l'Europa coinvolta direttamente. Resta però inaccettabile che un sindaco venga minacciato in maniera pericolosissima perché collabora sul tema dell'accoglienza. Ma - conclude Andreetta - voglio ancora una volta appellarmi a tutte le forze politiche di questo territorio, affinché su temi sensibili come quello dell'accoglienza dei richiedenti asilo si abbassino i toni da subito e, con senso di responsabilità, si eviti di alimentare la paura che scatena azioni pericolose e non controllabili. Chi alza la polemica non può poi sottrarsi alle responsabilità che da questa derivano". "Desidero manifestare la mia piena solidarietà a Roberto Tonon per il periodo molto difficile che sta vivendo, dobbiamo fare tutto il possibile perché Vittorio Veneto possa recuperare la serenità necessaria". Lo dice poi anche Laura Puppato, senatrice PD. "I Sindaci non possono determinare l'arrivo o meno dei profughi in città, è tutto dovuto alla presenza o meno di caserme o altri luoghi in cui è possibile inserirli - ha aggiunto Puppato - dovremmo piuttosto chiederci perché si è arrivati a questo punto, dopo che non si è voluto perseguire un modello di accoglienza diffusa".

In ultimo anche il sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, ha voluto dire la sua su questo spiacevole episodio: "Solidarietà al sindaco Tonon dai colleghi consiglieri provinciali Tocchetto, Sartoretto, Galeano e Migliorini. Il sindaco di Vittorio è fra i pochi amministratori che cercano di trovare soluzioni ad un fenomeno strutturale. Quale serio amministratore non si fa capopopolo urlante contro lo stato senza affrontare il problema ma si impegna nella totale emergenza ad una accoglienza temporanea svolgendo seriamente il suo ruolo di primo cittadino responsabile di fronte ad una emergenza umanitaria. Minacciare la vita di un serio amministratore è un atto grave e vile che condanniamo con forza".

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