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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Morto travolto da una valanga Jacopo Compagnoni, fratello di Deborah

L'incidente è avvenuto in Valfurva, provincia di Sondrio: quando è avvenuto il distacco il 40enne stava scendendo con gli sci dal canale nord del Monte Sobretta

Jacopo Compagnoni, guida alpina e fratello dell'ex campionessa di sci Deborah, è morto travolto da una valanga in Valfurva (Sondrio). Compagnoni, 40 anni, è stato trasportato con l'elisoccorso in codice rosso all'ospedale di Sondalo, dove purtroppo è deceduto per i traumi subiti.

La dinamica

Il 40enne stava scendendo con gli sci d'alpinismo in compagnia di un amico dal canale nord del Monte Sobretta, a circa 2850 metri di quota, quando è avvenuto il distacco. La valanga aveva un fronte di un centinaio di metri. L’altro uomo, illeso, ha prestato i primi soccorsi e ha chiamato subito il 112, come riporta Today.it. La centrale ha inviato sul posto l’elisoccorso di Sondrio di Areu - Agenzia regionale emergenza urgenza e ha allertato le squadre della Stazione di Valfurva della VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna del Cnsas - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e il Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza. Sul posto anche una Unità cinofila da valanga (UCV).

I soccorsi sono stati allertati alle 11,50 e si sono mossi in codice giallo, quello di media gravità. Una volta giunti sul posto, però, i soccorritori si sono resi conti che le condizioni di Compagnoni, che ha riportato traumi multipli proprio a causa della valanga, erano gravi e così hanno subito provveduto a trasportare l'uomo, in codice rosso, all'ospedale Morelli di Sondalo dove lo scialpinista è giunto, in elicottero, alle 13,10. Di quanto accaduto sono stati informati anche i carabinieri della compagnia di Tirano.

«Sono profondamente sconvolto e addolorato -ha detto Alessandro Benetton- Jacopo non è stato per me solo e in più di qualche occasione un compagno di gite molto prudente, competente e attento ma anche un ragazzo che ho visto crescere e farsi uomo, con tutta la sua umanità e professionalità. Conoscendo questa sua meticolosa prudenza non posso che pensare ad una tragica fatalità. Mi stringo al dolore che posso solo immaginare dei suoi cari, in particolare della signora Adele e del papà Giorgio, e chiaramente di Juri e Deborah».

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