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Il passaggio a livello di Ca' Tron

Il passaggio a livello di Ca' Tron

La Regione boccia il sottopasso di Ca' Tron: "Schiaffo ai cittadini"

“E' gravissimo – commenta Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade – che la maggioranza di centrodestra che governa la Regione continui con arroganza ad ignorare un annoso problema del nostro territorio"

RONCADE - “Sarà anche un ‘sogno che si realizza’, come dice Zaia a proposito dell’ingresso di Veneto Sviluppo nel capitale di H-Farm. Resta il fatto che la bocciatura dell’emendamento del Pd per co-finanziare il sottopasso della provinciale 31 a Cà Tron è uno schiaffo dato principalmente alle start-up”. Questo il commento del consigliere regionale del Pd, Claudio Niero, dopo il no dell’aula all’emendamento “che aveva lo scopo di risolvere un nodo viario strettamente legato al sito della H-Farm. Si trattava di cofinanziare assieme a Rfi quest’opera, peraltro inserita nel programma della seconda fase della Sfmr, che avrebbe garantito un accesso sicuro alle attuali 350 presenze nel centro di elaborazione delle start-up. Le previsioni sono quelle di arrivare rapidamente ad oltre 2.000 presenze. Ma in queste condizioni proibitive di accesso viario, tutto diventa davvero difficile perché il passaggio a livello di Cà Tron, con le sue ripetute chiusure prolungate rappresenta un ostacolo”.

“E' gravissimo – commenta Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade – che la maggioranza di centrodestra che governa la Regione continui con arroganza ad ignorare un annoso problema del nostro territorio. Ed è imbarazzante che nello stesso momento in cui il presidente Zaia esulta perchè la Regione è entrata nel capitale di H-Farm la sua maggioranza abbia bocciato un emendamento che mirava a risolvere il punto nero della viabilità provinciale di accesso allo stesso distretto dell'innovazione digitale. Una schizofrenia che conferma come al centrodestra interessi fare marketing anziché pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio."

“Trovo assurdo – conclude Niero – che si realizzi un’operazione come quella di Veneto Sviluppo, che può portare a buoni risultati in termini di produttività, ma che al tempo stesso non si garantiscano condizioni infrastrutturali minime come quella di un sottopasso. Invito dunque Zaia a riconsiderare tale bocciatura, affinché il ‘sogno’ non si trasformi in un incubo per tanti operatori delle start-up che devono accedere alla sede di H-Farm”.

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