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Scoperti laboratori cinesi "apri e chiudi": maxi evasione a Oderzo

Denunciate due persone dalla Finanza. Accertati 700mila euro di ricavi evasi e imposte non pagate per oltre due milioni di euro grazie al sistema fraudolento

ODERZO Settecentomila euro di ricavi evasi, circa un milione e mezzo di euro di imposte sui redditi, Iva e altre tasse non versate e due persone denunciate per violazioni agli obblighi di versamento e per occultamento della documentazione contabile. E’ questo il bilancio finale di una serie verifiche fiscali eseguite dai finanzieri della tenenza di Oderzo nei confronti di tre laboratori cinesi operanti nel settore della fabbricazione di poltrone e divani.

Il sistema fraudolento era apparentemente semplice ma molto efficace. Veniva costituita una ditta individuale che provvedeva alla gestione del laboratorio, all’assunzione di personale cinese e alla tenuta della contabilità. Successivamente l’azienda, pur presentando puntualmente le dichiarazioni, apparentemente corrette, ometteva il versamento delle imposte dovute e, dopo circa due anni, cessava apparentemente l’attività che, di fatto, veniva però ceduta ad una seconda ditta intestata ad un dipendente della precedente. A sua volta la nuova impresa, che subentrava negli stessi locali, assumeva i medesimi dipendenti e provvedeva alla gestione del laboratorio, dopo aver presentato le dichiarazioni annuali, apparentemente e formalmente corrette, ometteva il versamento delle imposte. Trascorso un altro biennio, anch’essa cessava apparentemente l’attività per essere rilevata, senza soluzione di continuità, da una terza ditta che seguiva lo stesso disegno criminoso.

Il meccanismo fraudolento è stato però interrotto dall’intervento delle Fiamme Gialle di Oderzo che hanno accertato come, dal 2010 al 2015, le ditte in questione abbiano omesso di dichiarare ricavi per circa 700 mila euro, evaso l’Imposta sul Valore Aggiunto per circa 800 mila euro, ed omesso di versare imposte (IRPEF, IVA, IRAP, Addizionale Regionale e Comunale) per circa un milione e cinquecentomila euro. Ai titolari delle ditte sono state contestate le ipotesi di reato di omesso versamento di imposte, di infedele dichiarazione e di occultamento della contabilità, punite con la reclusione.

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