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Parte della refurtiva recuperata

Parte della refurtiva recuperata

Gioielli e peluches: ladri seriali svaligiano quattro case in un'ora

Una banda composta di tre uomini di nazionalità albanese è stata catturata giovedì sera dalla polizia. Sono sospettati di furti in tutto il nord

CONEGLIANO Dai monili in oro ai peluches dei bambini. Quattro abitazioni svaligiate in poco più di un’ora. Erano esperti, sapevano quando entrare in azione e come muoversi. Per i loro colpi utilizzavano veicoli rubati. Ma non pronti al punto di riuscire a sfuggire alla cattura, perché ad aspettarli dopo l’ultimo colpo c’era la polizia.

Sono così finiti in manette tre banditi, tutti di nazionalità albanese, sospettati di essere responsabili di una serie di furti in tutto il Nord Italia. La banda è stata catturata giovedì sera verso le ore 20 dagli agenti del commissariato di Conegliano, su segnalazione di alcuni cittadini preoccupati nell'osservare i movimenti strani di un'auto vicino le loro case, dopo aver saccheggiato quattro abitazioni nel pomeriggio tra Conegliano, Godega di Sant'Urbano e il Friuli Venezia Giulia, nello specifico a Sacile. In particolare, i malviventi avrebbero asportato soprattutto monili in oro e argento, prodotti tecnologici e peluches dalla camera di un bambino. Procedere all'arresto non è stata comunque un'operazione facile, in quanto i malviventi erano in fuga con un'Audi A3 rubata settimane prima a Pavia. Dopo quindi un lungo pedinamento per le vie di Vittorio Veneto, le pattuglie della polizia sono riusciti a bloccarli durante un cambio auto (con un altro mezzo rubato, una Alfa Romeo 147) in località San Giacomo. Nonostante però la presenza della polizia, i tre albanesi si sono prima chiusi nell'auto e poi hanno cercato di sfondare inutilmente il posto di blocco ferendo all'addome anche un agente, poi medicato all'ospedale con una successiva prognosi di 10 giorni.

Secondo le indagini degli inquirenti i tre, B.J. di 22, D.D. di 30 e P.A. di 37 anni, tutti con precedenti penali alle spalle e senza fissa dimora (anche se come base avevano un'abitazione abbandonata nel coneglianese, poi ispezionata dalle forze dell'ordine), potrebbero essere gli autori di una rapina avvenuta nei giorni scorsi a Ponte nella Priula e a causa della quale un agente fuori servizio era stato colpito con un cacciavite dentro casa. Per ora le accuse a loro carico sono furto pluriaggravato continuato, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e rientro illegale su suolo italiano e per questo si trovano tutti ora rinchiusi nel carcere di Santa Bona a Treviso.