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Incastrata dal Gps sotto l'auto: banda di criminali finisce in cella

Alle loro spalle decine di furti in abitazione tra il Trevigiano e il Veneziano. In manette un 40enne e un 33enne albanesi e un 23enne montenegrino

VILLORBA — Sono finiti in manette nel Trevigiano, ma le loro scorribande le hanno perpetrate anche nel Veneziano. Tra Quarto d'Altino e il Sandonatese per lo più. Gente "allenata", rodata da decine di furti messi a segno in abitazioni di ogni tipo. Dall'appartamento alla villetta, individuate tra quelle che garantiscono vie di fuga agevoli e un'illuminazione più congeniale.

I carabinieri del nucleo investigativo di Venezia, con la collaborazione dei colleghi della stazione di Villorba, sono andati in trasferta nella Marca per acciuffarli. Nei confronti dei predoni avevano un punto a loro vantaggio: erano riusciti a mettere un Gps sotto l'auto che era stata segnalata aggirarsi in maniera sospetta nel Veneto orientale e nell'Altinese. Sapevano che avrebbero potuto essere dei delinquenti. La stessa auto quindi è stata intercettata (i carabinieri naturalmente erano in borghese) nella zona di Paese e di Villorba. Lì la batteria si stava organizzando per iniziare il nuovo raid, nonostante i gruppi i vicinato attivi in zona. Cinque o sei persone che "pattugliavano" le proprie strade, evitati con maestria dai malintenzionati.

Verso le 17.30 i ladri avevano già perpetrato un furto nel centro di Villorba, per poi individuare un gruppetto di villette a schiera scarsamente illuminate. I militari dell'Arma in questo caso si sono accorti della "professionalità" del trio criminale. Mentre l'autista a bordo dell'auto lasciava i complici all'imbocco di una strada di campagna, i sodali indossavano berretti per celare gran parte del volto. Vestiti di nero e con guanti. Mantenendo i contatti con il "palo" attraverso un auricolare. A quel punto l'auto si allontana di un bel po' per non instaurare sospetti. Gli incursori invece spaccano la finestra di una casa e fanno razzia. Poi si nascondono nei campi circostanti (al loro obiettivo ci erano arrivati dal retro, non per la strada principale). Dopo diverso tempo l'autista torna e la banda riparte con il bottino. A quel punto i carabinieri hanno la possibilità di sorprenderli in flagrante: seguono la batteria per una decina di chilometri finché non riescono a fermarla nel territorio di Ponzano Veneto. Sequestrati arnesi da scasso, gioielli, orologi, monete preziose, guanti, torce e auricolari. Per i tre, un 40enne e un 33enne di nazionalità albanese e un 23enne montenegrino, sono scattate inevitabili le manette per detenzione di arnesi da scasso e furto pluriaggravato in concorso. Si sono quindi spalancate le porte del carcere di Santa Bona.

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