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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

"Giusto rubare ai ricchi", scrittore a capo di una banda di clonatori

Nei guai uno scrittore veneziano di 70 anni, che in un libro teorizzava che "rubare ai ricchi non è peccato". Numerosi i colpi messi a segno dalla sua banda di clonatori anche nella Marca trevigiana

"Rubare ai ricchi non è peccato". Nella sua massima uno scrittore veneziano ci credeva talmente tanto da entrare in una banda di clonatori di carte e bancomat.

L'uomo, V.P. 70 anni, aveva formulato la sua teoria in un libro, per poi aggregarsi al vertice di una banda, composta da una ventina di persone, specializzate nell'acquisizione dei codici magnetici di carte di credito tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

A smascherare lo scrittore le indagini della Squadra mobile di Gorizia, dirette da Claudio Culot e iniziate dopo la denuncia di un commerciante del centro della città friulana.

Gli agenti hanno individuato i due malviventi che avevano tentato di acquistare oggetti di valore con una carta di credito risultata poi essere falsa e da questi sono risaliti all'organizzazione criminale.

Il vertice della banda era composto da cinque persone, tra le quali lo scrittore, ora sottoposte all'obbligo di firma.

La Squadra mobile di Gorizia, supportata dalla mobile di Treviso, Venezia e Pordenone ha effettuato 27 perquisizioni, durante le quali sono state rinvenute carte di credito false, skimmer, iPhone e documenti. 

Secondo quanto emerso dalle indagini, dall'estate 2012 a oggi sarebbero state spesi centinaia di migliaia di euro ai danni, soprattutto, di turisti statunitensi in visita in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. A procurare i codici magnetici sarebbe stato il vertice della banda, mentre altre 15 persone si sarebbero occupate degli acquisti in Italia e Slovenia: abbigliamento, carburante, prodotti tecnologici e costose stufe.

L'accusa per tutti è di uso fraudolento di carta di credito.

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