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Sabato, 24 Settembre 2022
Cronaca

Corso in Provincia per uccidere le nutrie, la LAV Treviso: "Perchè non sterilizzarle?"

Proteste contro la richiesta della Provincia di Treviso di assoldare dei cacciatori per eliminare i castorini: "E’ dimostrato che la caccia indiscriminata non diminuisce la popolazione"

TREVISO "Apprendiamo dai quotidiani locali che l'amministrazione provinciale di Treviso, nella persona del sindaco di Arcade nonché consigliere provinciale con delega all'attività venatoria Domenico Presti, cerca volontari dotati di licenza di caccia, disponibili a uccidere le nutrie, dette anche castorini" ha scritto in in lungo comunicato la LAV di Treviso.

"Il tutto senza che sia mai stato eseguito un censimento che certifichi il numero effettivo dei castorini presenti sul territorio. Inoltre non esiste alcuna evidenza scientifica che metta in relazione il dissesto idrogeologico della Provincia con la presenza di questi simpatici animali. E' stato scritto in questi giorni che danneggerebbero l'agricoltura: ci chiediamo come! - continuano gli animalisti - Non sono forse gli eventi atmosferici legati ai cambiamenti climatici e all’uso sconsiderato dei terreni agricoli il primo problema per gli agricoltori? Siccità alternata a grandine e inondazioni in una provincia oltremodo cementificata e asfaltata che nel 2016 ha registrato il più elevato incremento di consumo di suolo a livello nazionale, addirittura superiore al 12,21% totalizzato dalla Regione Veneto".

Scrive Mara Garbuio della LAV di Treviso: "Non dubitiamo che l'amministrazione provinciale troverà facilmente dei cacciatori, sempre pronti e disponibili quando si tratta di uccidere esseri viventi indifesi, ma continuiamo a chiederci perché non si pensi invece ad attuare delle convenzioni con dei veterinari locali per la sterilizzazione dei castorini, unico sistema efficace per il controllo della loro presenza numerica. E’ oramai dimostrato che la caccia indiscriminata non riesce a diminuirne la popolazione, anzi, la loro eliminazione tramite uccisione non fa altro che innescare i naturali meccanismi di sopravvivenza della specie facendone aumentare le nascite per sopperire ai decessi. E' la natura che detta le regole, non l'essere umano.  I castorini non sono autoctoni, lo ricordiamo, sono stati importati dal Sud America per farne pellicce, ma non rappresentando una buona fonte di reddito sono stati abbandonati in natura e hanno fatto quello che farebbe chiunque: si sono adattati e hanno cercato di sopravvivere. Devono pagare loro per l'irresponsabilità di alcuni esseri umani?".

"Vorremmo inoltre ricordare all'amministrazione provinciale - chiosano i membri del collettivo - che anche le nutrie sono in grado di soffrire se ferite e di provare sentimenti come la paura, alla stregua di qualsiasi altro animale, come ad esempio il cane o il gatto che molti di noi hanno in casa come amati animali da compagnia e non si sognerebbero mai di far uccidere (atto comunque punito penalmente in Italia). Il fatto che le nutrie in questo Paese e in questo periodo non godano di popolarità da parte di molti non cambia questa realtà che rimane inconfutabile. Chiediamo pertanto all'amministrazione provinciale di Treviso di cambiare la propria decisione, e siamo disponibili per un eventuale confronto su azioni che salvaguardino la vita e il benessere dei castorini".

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