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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca San Lazzaro / Via Caduti di Cefalonia

"Prima pennellata" per la creazione del Parco Giochi alla scuola Felissent di Sant'Antonino

Lunedì mattina il via ai lavori di recupero dell'area, che vedrà impegnati 32 richiedenti asilo della ex caserma Serena nel progetto promosso dal Comune di Treviso, da Nova Facility, Contarina e l'associazione Ambrosia-Scuola di Titù

TREVISO La "prima pennellata" per la creazione del Parco dei Giochi della scuola media statale Felissent di via Caduti di Cefalonia a Treviso è stata data lunedì mattina. E quella che un tempo era l'area in cui sorgeva l'ex istituto alberghiero sarà trasformata in un giardino pubblico ad opera dei richiedenti asilo ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria allestito nella ex caserma Serena che a titolo di volontariato svolgeranno attività di giardinaggio e di manutenzione del verde, attività di design decorativo per la realizzazione del gioco dell'oca e di due scacchiere, oltre che di vigilanza del parco stesso, occupandosi della sua apertura e della sua chiusura.

Il progetto è promosso dall'assessorato alla Formazione, Città educativa, Trasparenza e Agenda digitale del Comune di Treviso in collaborazione con le società Nova Facility e Contarina, e con l'associazione Ambrosia (Scuola di Titù): trentadue i richiedenti asilo che si alterneranno nelle varie attività. I primi lavori - lo sfalcio dell'erba e la rimozione delle piastrelle che fungevano da pavimento alla vecchia scuola - sono già iniziati alla presenza dell'assessore Anna Caterina Cabino, del presidente di Nova Facility Gian Lorenzo Marinese e del presidente di Ambrosia Luca Cattarossi, che si sono dati appuntamento fra un mese e mezzo per valutare l'avanzamento dei lavori.

"Si tratta di un progetto costruito insieme che ha un significato molto particolare, perché questo parco una volta realizzato resterà ai bambini della scuola Felissent e al quartiere di Sant'Antonino. Va considerato come un dono a tutta la città di Treviso", dichiara l'assessore Anna Caterina Cabino. "La presenza dei giochi della nostra tradizione, con la realizzazione di un campo da bocce, del gioco dell'oca e di quello degli scacchi - continua Cabino - ridarà vita ad una delle aree più significative, proprio perché a ridosso di un plesso scolastico. Importante ed incoraggiante è stato vedere che subito gli abitanti che abitano al confine con il terreno hanno dato la proprio disponibilità offrendo l'acqua ai ragazzi che iniziavano a lavorare, plaudendo l'iniziativa".

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