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Approvata la legge sulla birra artigianale: "Nessun riferimento alla lavorazione manuale"

Ivan Borsato, presidente dei birrifici artigiani della Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: "In questo modo la birra artigianale si prepara a diventare un brand sinonimo di qualità"

TREVISO Per la birra artigianale è una svolta storica: il Senato ha approvato ieri il Collegato agricoltura, contenuto nel DDL S 1328-B (Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione, competitività per l’agroalimentare) stabilendo che “si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. La norma prevede anche l'obiettivo di favorire lo sviluppo della filiera del luppolo in Italia

Una notizia accolta con entusiasmo da Ivan Borsato recentemente eletto presidente dei birrifici artigiani della Confartigianato Imprese Marca Trevigiana che commenta: “si sono poste le basi per la qualifica di birra artigianale che in questo modo si prepara a diventare un brand sinonimo di qualità, in virtù non solo delle materie prime ma anche, e soprattutto, del metodo di lavorazione. Ma proprio perché siamo convinti che sia il processo produttivo che fa la differenza ci sarebbe piaciuto che venisse enfatizzata e maggiormente valorizzata proprio la lavorazione manuale. Non a caso il successo che stanno riscuotendo i microbirrifici artigiani italiani sta proprio nella nostra “vena artistica” che ci viene riconosciuta a livello internazionale. Anche in questo settore noi italiani abbiamo introdotto la creatività declinata non solo nel prodotto, ma anche nella sua etichetta o nel packaging sino ad un approccio atipico a questo fantastico mondo del luppolo”.

“Insomma la manualità -prosegue Borsato- l’avrei preferita ai processi di pastorizzazione e soprattutto della microfiltrazione. Quest’ultimo in particolare, ci creerà un po’ di problemi soprattutto in ottica export. Vi sono infatti processi necessari nel caso si voglia un prodotto stabile, longevo e conservabile. Tutte caratteristiche necessarie se si vogliono ridurre le contestazioni sul prodotto soprattutto se spedito all’estero e quindi sottoposto allo stress da viaggio. Inoltre -sottolinea- anche il limite di produzione annua non superiore a 200.000 ettolitri è un po’ esagerata se si pensa che in media un micro birrificio artigiano -che lavora tutto a mano- ne produce tra i 1.000 e i 1.500 ettolitri all’anno”.

“Sono convinto comunque -conclude il Presidente- che questa nuova definizione rappresenti un passo in avanti importante anche per nuove future disposizioni, come la semplificazione degli adempimenti e la riduzione delle accise a carico dei micro birrifici che sino ad oggi non erano diversificati rispetto ai grandi impianti industriali. Ci saranno occasioni per introdurre integrazioni e correzioni, del resto si tratta di passaggi che, come la definizione di birrifici indipendenti, sono già stati previsti dalla direttiva europea CE 92/83/CEE.

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