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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca Trevignano

Morì in un incidente, compagnia assicurativa non risarcisce i familiari per un freno a mano

I congiunti di Leonard Muca, 23enne di Treviso, per fare valere i loro diritti avviano un'azione civile contro Direct Line, che si ostina ad appellarsi al caso fortuito

TREVIGNANO Non bastava la tragedia di un figlio, un fratello, un nipote strappato alla vita a soli 23 anni e senza colpa alcuna nell'incidente di cui è rimasto vittima, essendo passeggero dell'auto che si è schiantata. Alla fine i familiari di Leonard Muca sono stati costretti anche a intentare un'azione civile contro la compagnia di assicurazione della vettura, Direct Line, che finora si è fatta beffe di uno dei punti basilari del Codice delle Assicurazioni, ossia la massima tutela che va sempre garantita ai terzi trasportati. I tragici fatti risalgono all'8 novembre 2015, alle 16.15. Il giovane, di origini albanesi ma residente da anni con la famiglia a Treviso, ex studente dell'istituto Turazza, è seduto sul sedile posteriore di una Ford C Max condotta dal connazionale Rigert Ismailaj, (oggi) 22 anni, di Trevignano, mentre sul sedile anteriore destro si trova Gentian Muca (omonimo ma non parente di Leonard), pure lui albanese, 23 anni di Montebelluna. La vettura percorre via don Minzoni a Contea di Montebelluna in direzione Caerano San Marco-Montebelluna. Superata una semi curva e percorso un tratto in rettilineo, il conducente effettua un sorpasso azzardato e perde il controllo della macchina, che si gira su se stessa finendo con la fiancata sinistra centro-posteriore contro un grosso albero al margine della strada. L'urto è tremendo e si concentra sulla porta posteriore, non lasciando scampo a Leonard: trasportato all'ospedale in condizioni disperate, morirà dopo quattro giorni di agonia, il 12 novembre 2015, per trauma cranico-encefalico ed emorragia cerebrale.

I familiari, distrutti dal dolore, per ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si sono rivolti a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha presentato subito la richiesta di risarcimento alla compagnia di assicurazione della vettura, Direct Line, la quale però ha risposto incredibilmente picche, interpretando a proprio uso e consumo un aspetto particolare della dinamica dell'incidente. Secondo la ricostruzione del sinistro effettuata dal tecnico cinematico incaricato dal Pm titolare del fascicolo, la dott.ssa Barbara Sabattini, la perdita di controllo della vettura e la sua rapida rototraslazione potrebbero essere state determinate anche dall'intervento sul freno di stazionamento azionato da Gentian Muca, il passeggero trasportato anteriormente. Un gesto che però non è chiaro quando sia stato effettivamente messo in atto (l'autore sostiene di averlo effettuato ad auto già ferma), ma che comunque, anche laddove fosse avvenuto durante la manovra di sorpasso, è chiaramente “istintivo, in conseguenza del pericolo imminente percepito”, come riconosce lo stesso magistrato.

Sono infatti tutti d'accordo, perito compreso, che le responsabilità dell'accaduto sono da ascrivere essenzialmente al sorpasso azzardato compiuto dal guidatore e dal suo repentino rientro nella propria carreggiata per evitare un veicolo che sopraggiungeva in senso opposto: Ismailaj nell'effettuare la manovra ha inanellato parecchie infrazioni. Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di “negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme disciplinanti la circolazione stradale, consistite, in particolare, nel tenere la velocità di 80 km/h, superiore al limite imposto in quel tratto, e, comunque, inadeguata alle condizioni della strada, nell'effettuare il sorpasso di un veicolo che lo precedeva in un tratto di strada caratterizzato da linea continua di mezzeria e senza accertarsi che la strada fosse libera per uno spazio tale da consentire la completa esecuzione della manovra in condizioni di sicurezza”. Ma di fronte a un possibile concorso di responsabilità con l'azionamento del freno a mano nella perdita di controllo della vettura, la dott.ssa Sabbatini ha ritenuto di chiedere il rinvio a giudizio anche per l'altro passeggero. Ed è qui che Direct Line ha preso la palla al balzo, aggrappandosi al cosiddetto caso fortuito (il freno a mano tirato da terzi) per denegare il risarcimento, nonostante tutti i tentativi di Studio 3A di arrivare a una soluzione stragiudiziale facendo presenti i diritti dei familiari della vittima e la pretestuosità di questa posizione di totale e ingiustificata chiusura.

Sul fronte penale, inoltre, nell'udienza del 7 settembre, in Tribunale di Treviso, il giudice Angelo Mascolo ha accolto la richiesta (non condizionata) di rito abbreviato presentata dai legali di Ismailaj, che deve rispondere di omicidio colposo aggravato dalle numerose violazioni al codice della strada, una sfilza: articolo 140 (omissione di dovuta attenzione), artt. 141 e 142 (velocità inadeguata, superiore al limite e in presenza di accessi, intersezioni e linea continua di mezzeria), art. 146 (sorpasso vietato), art. 148 (omesso controllo delle condizioni di sicurezza per l'effettuazione del sorpasso). Non ha chiesto invece alcun rito alternativo Gentian Muca. E il giudice ha rinviato il procedimento al 20 febbraio 2018, udienza in cui si discuterà della posizione di Ismailaj con il rito abbreviato e si deciderà se rinviare o meno in giudizio l'altro imputato. Ma neanche questa chiara ammissione di colpa da parte del proprio assicurato ha smosso la compagnia, che anzi si è costituita in giudizio quale responsabile civile contestando le richieste di quella parte della famiglia che, assistita penalmente dall'Avv. del Foro di Treviso Andrea Piccoli, si è costituita parte civile. Dinanzi a quest'ennesimo “schiaffo”, i familiari di Leonard si sono dunque visti costretti, sempre per il tramite del proprio legale, a citare in causa la compagnia davanti al tribunale civile di Treviso, chiedendo un congruo risarcimento per tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti, con particolare riferimento al danno morale e a quello da perdita del rapporto parentale: Leonard era da sempre il “piccolo” di casa e un punto di riferimento per tutta la sua famiglia.

Nell'atto si ricorda come da tutte le indagini e gli atti, sia da quelli del carabinieri sia da quelli della Procura, emerga chiaramente la pesante responsabilità in capo al conducente, confermata dalla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo e dalla sua stessa richiesta di giudizio abbreviato. Si sottolinea, inoltre, come non sia provato con certezza quando Gentian Muca abbia tirato il freno a mano, se con l'auto ancora in movimento od ormai in posizione di quiete, e che in ogni caso l'apporto causale all'evento appare di gran lunga residuale rispetto al comportamento alla guida tenuto dal Ismailaj. Infine, si stigmatizza l'atteggiamento della compagnia debitrice, “che si è sempre rifiutata di riscontrare qualsiasi legittima richiesta dei familiari della vittima e di Studio 3A che li ha affiancati, quand'anche valutato sulla base di un minoritario concorso di colpa. Fin da subito dopo l'incidente gli elementi in possesso di Diretc Line erano tali da consentire quanto meno l'avvio di una trattativa concreta volta al reale e integrale risarcimento di tutti i danni dei congiunti del ragazzo: per questo, a maggior ragione, il silenzio della compagnia nei loro confronti appare stridente”. E “assordante”.

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