Domenica, 16 Maggio 2021
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Giornata mondiale della tolleranza: Liceo Canova dall’Unesco a Roma

Il Canova di Treviso ha partecipato, unico tra i licei del Nord Italia, con un lavoro della I classico A alla manifestazione indetta dall'Unesco

Il gruppo in visita a Roma

TREVISO - E' rientrata venerdì la delegazione del Liceo Canova protagonista assieme ai licei classici Amari di Giarre, Sciascia Fermi di Sant’Agata di Militello, Croce di Roma, Empedocle di Agrigento a al Convitto nazionale di Roma della “Giornata mondiale della tolleranza: l’Italia terra di migranti ieri, terra di immigrazione oggi”,promossa dall’Unesco, e celebrata il 19 novembre presso l’auditorium Giovanni Paolo II presso il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II a Roma.

Al Liceo Canova è toccato rappresentare il Nord Italia grazie a un lavoro di ricerca e approfondimento realizzato dalla V ginnasio A lo scorso anno e intitolato “Ventimila leghe sopra e sotto le sponde dell’Adriatico: il caso di Antenore e Ahemed”, dove si mette a confronto il destino di Antenore, eroe troiano, esule dalla collina di Troia fino al Veneto dove, tra l’altro, fondò la città di Padova e quello di Ahmed, esule afgano di 17 anni, arrivato in condizioni difficili in Italia e immediatamente reimbarcato nel 2011. Il lavoro è stato giudicato dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco tra quelli degni di essere presentati durante la manifestazione del 19 novembre.

A presentare il progetto quattro studentesse del terzo anno del Liceo Classico , accompagnate dalla dirigente scolastica Mariarita Ventura e dalla docente di latino e greco, referente del progetto, professoressa Rita Tegon. “La scuola - spiega la preside professoressa Ventura -, quale agenzia formativa primaria nella formazione dei futuri cittadini, ha il compito di veicolare concetti come l'accoglienza, la solidarietà, il rispetto e, proprio in quest’ottica, il Liceo Canova si è messo in gioco rendendo gli studenti della VA , quest’anno IA, Liceo Classico protagonisti di un percorso in questa direzione”.

La manifestazione ha assunto, infatti, un taglio particolare, attuale e fitto di richiami, incentrando la sua riflessione sull’emigrazione e ha offerto notevoli spunti per trovare nella tolleranza la sintesi di quei valori che stanno alla base dello sviluppo della società. Scrivono gli studenti nel loro lavoro: “Ventimila leghe … è una storia di guerre e di pace, di amore e di morte, di uomini più commercianti e profughi che eroi. L’Adriatico è un mare ideale per le vacanze, è un mare di viaggi “mitici” (Odisseo, Enea, Antenore). L’Adriatico è un mare di scambio fra i popoli, anche gli schiavi sono merce di scambio. Ma a guardar bene nella storia dell’Adriatico, molti eroi, commercianti, uomini comuni hanno visto la vita spezzata. Molti viaggi sono andati male. L’Adriatico è ora luogo anche di respingimenti come il caso di Ahmed che ha trovato la salvezza viaggiando clandestinamente nella stiva di in una nave”.

Le quattro studentesse rientrate hanno riportato ai compagni l’emozione e l’orgoglio di aver partecipato e contribuito a una manifestazione così significativa svoltasi sotto l’alto patrocinio dell’Unesco.

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